Camaldoli e la natura: le carte, la foresta, la spezieria

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2017 dal tema “Cultura e Natura”, sabato 23 settembre dalle 10 alle 14 sarà effettuata un’apertura straordinaria di Palazzo Neroni, sede della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana dove, alle ore 11, si terrà un incontro con Giulia Siemoni, archivista del Sacro Eremo, per parlare dell’archivio di Camaldoli, memoria privilegiata per la storia della foresta casentinese. La relazione della dottoressa Siemoni inizierà con un’introduzione storica sull’archivio camaldolese per arrivare a descrivere lo stato attuale di questo importante istituto di conservazione, descritto con la piattaforma X-Dams che da sabato sarà on-line. L’intervento si concluderà con l’analisi del rapporto tra monaci e foresta per come viene descritto dalle carte dell’archivio del Sacro Eremo. La giornata proseguirà all’archivio di Stato di Prato con la conferenza dal titolo “Alambicchiamoci. La natura che cura: erbari, antiche ricette, rimedi monastici” tenuta dal professor Claudio Ubaldo Cortoni osb e bibliotecario del Sacro Eremo di Camaldoli che ripercorrerà la storia della nascita e dello sviluppo della Spezieria di Camaldoli in un primo momento legata all’infermeria che sin dalla prime costituzioni camaldolesi, redatte da Rodolfo I alla fine del sec. XI, è collocata presso il monastero di Fonte Bona, oggi Camaldoli, per curare principalmente gli eremiti e che adottò il motto in natura salus. Il senso con il quale i monaci speziali hanno utilizzato il motto sarà dunque collocato di volta in volta nel suo contesto: lungo il medioevo risulta legato al mantenimento del soggetto in un buono stato di salute, e cioè cercando di prevenire anziché curare la malattia prima di tutto attraverso una corretta alimentazione, in seguito, con il progresso della ricerca medica, attraverso la conoscenza delle sostanze che dalla natura potevano essere sfruttate a vantaggio dell’uomo, per la cura di diversi disturbi e quindi  “in natura salus” assunse il significato di ricercare in natura la cura della malattia.

Camaldoli, le sue carte e la spezieria protagonisti quindi di una ricca giornata di studi.

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Silvia Bianchi
Nata ad Arezzo da genitori casentinesi vive e lavora tra Arezzo e Firenze. Dottorata in archivistica, ha una seconda laurea in Storia. Studia e lavora negli archivi pubblici e privati da oltre dieci anni. Si occupa di inventariazione, studio documentario, didattica in archivio. Scrive per “La Nazione” e “Toscana Oggi”. Ha pubblicato contributi ed articoli per riviste specialistiche di storia ed archivistica, oltre che il testo dal titolo “L’Archivio dell’ONMI – Federazione Provinciale di Arezzo”. Collabora con Casentinopiù dal 2010 tenendo una rubrica con la madre Maria Maddalena dal titolo “Storia e Territorio”.