Intervista al dottor Marcello Caremani, Dirigente Malattie Infettive della Usl8 di Arezzo sull’influenza A H1N1: «Il vaccino non si troverà in farmacia, ma si dovrà chiedere al pediatra e al medico di famiglia».
Ecco come riconoscerla e le norme igieniche per prevenirla

In un mondo che è diventato “piazza”, dove gli spostamenti sono sempre più frequenti, rientrando nella normalità della vita quotidiana, familiare e lavorativa, la paura maggiore non è quella del terrorismo internazionale, ma quella dell’infezione pandemica.
Tutto questo evoca scenari apocalittici anche nelle persone del terzo millennio, tutte pixel, cellulari, internet. Come dire che il progresso, sulle paure, ha inciso, in positivo, ben poco.
E il nostro Casentino non è esente. La sua proverbiale chiusura non significa lontananza dal mondo. In questi mesi di grande attesa per l’arrivo di quella che è stata chiamata “influenza suina”, i nostri concittadini saranno andati con la memoria ai fatti del 23 giugno 1347 quando, ai piedi di un grande masso nei pressi di quello che oggi è il santuario di Santa Maria del Sasso, apparve la Madonna, che donò alla piccola Caterina dei baccelli pieni di sangue, triste presagio della peste che da lì a poco sarebbe arrivata in Italia risparmiando tuttavia Bibbiena e dintorni.
Sì, molti ci avranno pensato, magari sperando in una sterzata del destino o chi per lui. In realtà il virus che causa la nuova influenza A H1N1 è già tra noi, e diversi sono i casi anche in Casentino.
Cosa fare? Come comportarsi? Come riuscire a sopravvivere alla paura, spesso ingiustificata? Ne abbiamo parlato con il dottor Marcello Caremani, Dirigente Malattie Infettive della Usl8 di Arezzo, un operatore pubblico abituato a parlare con la gente.
Quanto è grave la nuova influenza A H1N1?
«Meno grave di quella stagionale, ma con una diversità: è molto più contagiosa, cosa questa che ha dato origine a una pandemia, termine che vuole significare la diffusione di un virus a livello mondiale e non la sua gravità».
Che differenza c’è tra la nuova influenza A e l’influenza stagionale?
«Per quanto riguarda trasmissione, sintomi e trattamento non sembrano esserci differenze sostanziali. La differenza sta nella probabilità di essere contagiati. L’influenza stagionale è data da virus influenzali che da tempo circolano nella popolazione, di cui l’uomo negli anni conserva parziale memoria immunologica. La nuova influenza è causata invece da un virus nuovo, che la popolazione mondiale non ha mai dovuto affrontare, e contro cui non ha nessuna difesa immunitaria. Questo non vuol dire però che l’influenza sarà di sicuro più grave o più mortale, ma solo che un numero maggiore di persone potrà prenderla».
Come si trasmette?
«La trasmissione da uomo a uomo avviene come per la classica influenza: si verifica per via aerea attraverso le micro-gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani e oggetti contaminati dalle secrezioni respiratorie dei malati. Per questo una buona igiene delle mani e una maggiore accortezza nel non diffondere l’infezione (per esempio, coprendo bocca e naso non con le mani, ma con un fazzoletto in caso di starnuti e colpi di tosse) è essenziale nel limitare la diffusione dell’influenza. Va ricordato che una persona adulta può trasmettere il virus dal giorno prima dell’inizio dei sintomi fino a tre/sette giorni dopo l’inizio della malattia».
Chi sono le persone più a rischio complicazioni?
«In questo momento, i dati disponibili indicano più a rischio di complicazioni i malati cronici, come persone con problemi cardiaci e respiratori, i grandi obesi, chi ha difese immunitarie compromesse da malattie o terapie, gli anziani, i bambini sotto i due anni e le donne in gravidanza».
Cosa fare per proteggersi?
«Ci sono alcune semplici azioni che aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive in generale, e quelle che si trasmettono per via aerea (come l’influenza). In particolare lavare spesso le mani con acqua e sapone, coprire naso e bocca con un fazzoletto, evitare di toccare occhi, naso e bocca prima di aver lavato le mani».
Cosa fare in caso d’influenza?
«Innanzi tutto calma, si tratta sempre di un’influenza. Non ci si deve recare in ospedale se non per complicazioni di un certo tipo. Si vince a domicilio con l’assunzione di paracetamolo, riposo, idratazione. I nostri maggiori baluardi di controllo sono i pediatri e i medici di medicina generale».
Quali sono i sintomi?
«I sintomi che caratterizzano l’influenza A H1N1 sono gli stessi della classica influenza stagionale, e sostanzialmente tre: febbre alta sopra i 38° C; almeno uno di questi sintomi respiratori: raffreddore, dolore alla gola, tosse; dolori importanti a muscoli e articolazioni. Questa influenza è a volte accompagnata da disturbi gastro-intestinali. Nel lattante invece è comune che l’infezione si manifesti con vomito e diarrea e solo eccezionalmente con febbre».
Il vaccino quando arriverà, chi si dovrà vaccinare e come?
«Secondo il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali il vaccino contro il nuovo virus influenzale sarà disponibile dalla seconda metà di novembre 2009 ai primi mesi del 2010. Saranno vaccinati addetti alla sanità e servizi pubblici, bambini e giovani dai 6 ai 17 anni, donne incinte, e persone dai 6 ai 65 anni con patologie croniche. Il vaccino non si troverà però in farmacia ma si dovrà chiedere al pediatra e al medico di famiglia. Il vaccino contro l’influenza stagionale va comunque consigliato per tutti i soggetti definiti a rischio».
Cosa ne pensa della proposta di chiudere le scuole?
«Oggi purtroppo, dobbiamo, per così dire, “navigare a vista”, ossia valutare momento per momento. In generale tutti i punti di aggregazione sono a rischio, come per l’influenza stagionale. La Francia, per esempio, ha già provveduto a chiudere degli istituti, ma noi in Italia non siamo agli stessi livelli di allerta per numero di infezioni dei francesi. Certo è che la scuola anche per noi professionisti potrà essere un elemento di confronto e valutazione importante. L’estate lunga che abbiamo avuto ha spostato decisamente più avanti – verso dicembre – il picco dell’influenza. Il messaggio che mi sento di mandare alla popolazione è sostanzialmente questo: la nostra regione si sta muovendo molto bene, siamo in grado di immunizzare tutti coloro che possono rischiare. È più di un mese che stiamo progettando tutto quanto nei minimi particolari. Quindi, calma e soprattutto si chiede sempre di fare riferimento ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, per ogni valutazione sulle singole situazioni».
 
 
La prevenzione 
Oltre al vaccino, esistono delle semplici, ma efficaci misure di precauzione per prevenire l’infezione contro il virus causa della nuova influenza pandemica e in generale dell’influenza stagionale e delle infezioni. Seguendo queste misure preventive si riduce notevolmente la probabilità di contagio: 1) lavarsi spesso le mani con sapone, detergendo le mani per almeno 20 secondi sotto l’acqua corrente; 2) cercare di mantenersi in salute, dormendo in modo adeguato, mangiando cibi sani, assumendo molti liquidi, facendo attività fisica all’aperto per ridurre lo stress quotidiano; 3) mantenere le superfici del lavoro (tastiere usate da molti, telefoni ecc.) sempre disinfettate; 4) evitare di toccarsi con le mani occhi, naso e bocca.
 
Il vaccino 
Le autorità sanitarie si auspicano che la maggioranza della popolazione debba vaccinarsi contro l’influenza stagionale e che oltre a questo i soggetti considerati a rischio facciano anche il vaccino contro l’influenza pandemica. Il vaccino contro quest’ultima, tuttavia, non si troverà come il primo in farmacia, ma la vaccinazione sarà effettuata negli ambulatori medici, dei pediatri di libera scelta o nei servizi di Igiene Pubblica. Secondo il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali il vaccino contro il nuovo virus influenzale sarà disponibile dalla seconda metà di novembre 2009 ai primi mesi del 2010. Saranno vaccinati addetti alla sanità e servizi pubblici, bambini e giovani dai 6 ai 17 anni, donne incinte, e persone dai 6 ai 65 anni con patologie croniche. Il vaccino contro l’influenza stagionale va comunque consigliato per tutti i soggetti definiti a rischio.
 
Il focolaio di San Piero in Frassino
Il Casentino, valle chiusa per definizione, è diventato – per una legge del contrappasso di dantesca memoria – il primo distretto sanitario in cui la nuova influenza pandemica si è propagata a livello scolastico. Proprio con l’entrata dell’autunno, infatti, il piccolo istituto scolastico montano di San Piero in Frassino nel comune di Ortignano-Raggiolo, è stato teatro di un focolaio di dimensioni ragguardevoli della cosiddetta “influenza suina”. Il sindaco del comune, neo eletto Presidente della Società della Salute – e anche qui il fato ha giocato un bello scherzo – si è trovato davanti a un problema che nessuno avrebbe mai pensato potesse coinvolgere, in prima battuta, proprio il Casentino. Fortunatamente i bambini colpiti hanno avuto un decorso normale dell’infezione e sono stati curati a casa come succede in tutti i casi di normale influenza stagionale. I genitori dei bambini sono stati invitati dalle autorità sanitarie a evitare contatti troppo stretti con persone a rischio, affette da patologie croniche gravi e donne in gravidanza.