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Scritto da Massimo Macconi
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Andrea Dini non è scappato all’estero e con la sua tesi di laurea ha creato un sistema avveniristico di Bluetooth Marketing. Ecco cosa pensa e come vive un cervello casentinese di 24 anni
Il Casentino è una piccola perla immersa nell’Appennino. Natura, storia, tradizioni e saperi si mescolano in questa realtà creando un patrimonio e una ricchezza umana che ben pochi luoghi possono vantare. Eppure ogni anno il Casentino vede molti dei suoi giovani costretti a spostarsi oppure a fare faticose e stancanti staffette con città più o meno lontane. Si tratta di diverse centinaia di studenti universitari che vivono gran parte della loro settimana lontano da casa. Le mete privilegiate sono quelle di Firenze, Arezzo e Siena ma non manca chi decide di proseguire gli studi fuori dalla Toscana, Bologna, Perugia, Roma, alla ricerca di università più prestigiose o semplicemente di corsi di laurea che non riescono a trovare altrove. La mobilità derivata dallo studio universitario è uno dei fattori più importanti nella formazione dei giovani studenti poiché segna il taglio del cordone ombelicale con le famiglie. La vita solitaria e cittadina porta con sè obblighi, doveri e responsabilità diversi dal vivere con mamma e babbo ed è una grande occasione di maturazione ma sicuramente più dura è la vita per chi si prodiga in staffette giornaliere casa-università-casa spostandosi in auto o molto spesso utilizzando i mezzi pubblici i cui, purtroppo frequenti, disservizi rendono ancora più stressante il dover perdere alcune ore della giornata in viaggio. |
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Scritto da Rossana Farini
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Intervista al dottor Marcello Caremani, Dirigente Malattie Infettive della Usl8 di Arezzo sull’influenza A H1N1: «Il vaccino non si troverà in farmacia, ma si dovrà chiedere al pediatra e al medico di famiglia».Ecco come riconoscerla e le norme igieniche per prevenirla
In un mondo che è diventato “piazza”, dove gli spostamenti sono sempre più frequenti, rientrando nella normalità della vita quotidiana, familiare e lavorativa, la paura maggiore non è quella del terrorismo internazionale, ma quella dell’infezione pandemica. Tutto questo evoca scenari apocalittici anche nelle persone del terzo millennio, tutte pixel, cellulari, internet. Come dire che il progresso, sulle paure, ha inciso, in positivo, ben poco. E il nostro Casentino non è esente. La sua proverbiale chiusura non significa lontananza dal mondo. In questi mesi di grande attesa per l’arrivo di quella che è stata chiamata “influenza suina”, i nostri concittadini saranno andati con la memoria ai fatti del 23 giugno 1347 quando, ai piedi di un grande masso nei pressi di quello che oggi è il santuario di Santa Maria del Sasso, apparve la Madonna, che donò alla piccola Caterina dei baccelli pieni di sangue, triste presagio della peste che da lì a poco sarebbe arrivata in Italia risparmiando tuttavia Bibbiena e dintorni. |
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Scritto da Sara Trapani
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Tutti d’accordo sull’unione tra Subbiano e Capolona? Sì, no, forse, ma... e si scopre che al di là delle dichiarazioni di parte la popolazione divisa dall’Arno è poco convinta e, soprattutto, poco informata
Ai piedi di Arezzo, immersi nelle valli del basso Casentino, convivono due comuni vicini, ma tanto diversi. Divisi dalle rive dell’Arno, Subbiano e Capolona lottano e s’interrogano su quale sarà il loro futuro e se riusciranno un giorno a diventare un unico grande comune. Con 6.265 abitanti il paese di Subbiano si estende su una superficie di 78,22 km², mentre Capolona conta 5.285 abitanti per una superficie di 47,34 km², la realizzazione di un unico comune porterebbe Subbiano e Capolona a diventare una delle più grandi realtà casentinesi. Proprio in queste settimane poi, nei paesi del basso Casentino, è esplosa una forte diatriba sulla chiusura dell’Ufficio Unico. |
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Scritto da di VQAF Marco Mencucci - Corpo Forestale dello Stato
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Ecco la vera estate, quella dell’erba secca sul ciglio delle strade e delle temperature oltre i 30 gradi. Sono le condizioni che preludono alla “stagione degli incendi boschivi”, fenomeno che affligge tutta la penisola con andamenti diversi in relazione alle differenze climatiche (si pensi che il picco degli incendi in nord Italia è nel periodo tardo invernale), ma nessuna regione è esclusa. Contrastare questo fenomeno coinvolge molte figure ed istituzioni con una articolazione di fondo che è, per legge, regionale e non nazionale. Dunque le notizie che ci provengono e che sono relative a diverse zone d’Italia, possono complicare la percezione di quale sia l’organizzazione coinvolta: si sente dire il Corpo Forestale dello Stato, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le Amministrazioni locali, il Volontariato. In realtà l’Antincendio Boschivo - AIB per gli addetti ai lavori - è di fatto e per necessità un pianificato gioco di squadra. |
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Scritto da Editore
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Sono fatti così: sono brutti, sporchi e cattivi. E ci costano pure un mucchio di soldi. Spesso però i problemi che ci creano sono lo specchio fedele dei nostri comportamenti, più o meno consapevoli, comunque da correggere. Abbiamo provato a puntare sui rifiuti la lente di ingrandimento, facendo domande per provare a capire meglio cose che a prima vista sembrano assurde, soprattutto se paragoniamo le bollette che oggi giungono a casa con quelle di cinque, dieci o venti anni fa. |
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