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Scritto da Michele Mengoli
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Scioperi, presidi e coinvolgimento di tutti per evitare la paventata chiusura Una azienda modello e la sua strana crisi La crisi è quella mondiale, diffusa in ogni angolo del globo e ha molte facce, ma sicuramente quella che si è presentata alla Sca di Pratovecchio è una delle più pericolose, visto che rischia di lasciare senza lavoro circa 200 addetti diretti, più l’“indotto” e quindi di mettere in ginocchio l’economia di un’intera vallata. La stranezza di questa crisi sta nel fatto che l’azienda ha un ottimo livello di qualità, può realizzare i suoi prodotti (carta igienica, fazzoletti, tovaglioli, asciugatutto da cucina ecc.) nel pieno rispetto delle più avanzate certificazioni ambientali, è uno dei pochi impianti esistenti “a ciclo chiuso” (cioè capace di svolgere l’intera fase di realizzazione dei beni che poi immette sul mercato), e vende le sue merci a clientela di primaria importanza. |
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Scritto da Michele Mengoli
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Piazza Affari in discesa, mentre dagli Usa arriva qualche segnale positivo. La prima decade di marzo ha visto la pesante contrazione del listino milanese. L’intera borsa italiana è arrivata a capitalizzare meno del 17% del Prodotto interno lordo italiano. Il valore, espresso in termini assoluti, è stato stimato inferiore al parco immobiliare di una singola città come Milano. Curioso il fatto che proprio in quei giorni sia stato recapitato un esposto alla Consob da parte di Jp Morgan Chase. In questo senso, un quotidiano ha diffuso la notizia di un prodotto strutturato lanciato da una banca americana per scommettere sul probabile default della Repubblica Italiana. Ci sia stato un intento manipolatorio nella diffusione di questa notizia? Lo sapremo presto, probabilmente, visto che la Consob sta indagando sull’accaduto. |
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Scritto da Michele Mengoli
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Passato e presente del gruppo industriale di subbiano Il gruppo di Subbiano ha origini lontane, visto che è stato fondato nel 1958 da Rito Magrini. Dopo i primi lavori di lamiera negli anni Sessanta, la crescita arriva attraverso lo sviluppo dei processi di produzione e automazione. |
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Scritto da Michele Mengoli
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«In Casentino c’è ancora troppa dipendenza nei confronti dei big dei capannoni. L’economia locale è ancora pericolosamente sbilanciata verso le logiche congiunturali del settore edile, che a sua volta è collegato all’andamento del denaro e dei tassi d’interesse. Sappiamo tutti quanto è dura oggi sia per l’edilizia che per il sistema finanziario e la nostra vallata tanto legata a questi ambiti ha ben poco da sorridere». |
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