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Lunghezza: 13 km circa Percorso: 1 Torrente Gravina - 2 Ponte romanico - 3 Moriccia - 4 Caspriano di Sotto e di Sopra - 5 Passo di Caspriano - 6 Croce ai Mori - 7 Il Tiro Dislivello: 350 metri circa
L’escursione che stiamo per illustrare può diventare anche un viaggio a ritroso nel tempo: un cammino fantastico, lungo un migliaio di anni, anzi molto di più. Premio per la fatica dell’esplorazione: la scoperta di un ponte romanico, purtroppo in avanzata rovina, e soprattutto di un mondo che ogni casentinese si porta dentro: “Il mondo del legno e della pietra”. Per mettersi nello stato d’animo più adatto a questa ricognizione, uno può immaginare di vivere nel medioevo e di avere a disposizione, legate agli anelli presso l’uscio di casa, cavalcature, come il mulo o l’asino, abituate a muoversi su terreni impervi. Chi si sentisse meglio nelle vesti di un feudatario o di un abate, può sognare (il lusso non costa niente) di possedere un cavallo. Ma, viste le condizioni dei sentieri da percorrere, eventuali veicoli devono essere piccini e solidi. Vanno bene un carretto dalle ruote piene, o qualcosa che assomigli alla treggia di una volta. Ideale rimane il “cavallo di san Francesco”. In questo caso bisogna indossare calzature robuste e panni ruvidi: ci sarà da camminare sul fondo di fossi, lungo coste ripide e pietrose, in boschi di fustaie assediate da rovi e da sterpi. Degradando verso il basso, il terreno si fa sempre più selvatico: un dedalo di rughe umide e buie, incise profondamente sul fianco dei monti. Qui nessuno se l’è sentita di abitare. Sicché per i 3 km di ascesa dal torrente Gravina al borgo Moriccia, non s’incontra alcuna traccia d’insediamenti umani. Ma proprio questo aspetto rende suggestivo il percorso: così è stato il Casentino, per i secoli dei secoli, fino a una cinquantina di anni fa. Lasciato il regno della fantasia, conviene affidarsi alla moderna comodità dell’auto per raggiungere il segnale VIII 21, lungo la strada provinciale 556 che collega Stia e Londa. Chi sale dal Casentino deve percorrere la valle dell’Arno fin quasi al nono chilometro sopra Stia, poco oltre Molin di Bucchio. All’altezza del primo tornante troverà, sulla sinistra, uno spiazzo in grado di accogliere diverse macchine. |