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Scritto da paolo Boschi
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 A volte ritornano con molto clamore e stavolta è toccato a James Cameron, l’autore di Titanic, la pellicola detentrice del record d’incassi della storia del cinema, nonché premiata con ben undici Oscar nel 1998. Da allora l’attenzione di Mr. Cameron è rimasta focalizzata su quella che si annuncia come la produzione più costosa di tutti i tempi, ovvero Avatar, un kolossal fantascientifico da oltre duecento milioni di budget, girato per mezzo di un’avveniristica tecnica digitale in 3D. L’incredibile ritardo accumulato nei tempi di lavorazione è stato causato dal fatto che all’epoca della stesura del soggetto, dodici anni fa, ancora non esisteva una tecnologia con la quale il regista avrebbe potuto tradurre in immagini quello che aveva in testa, perché stando alle sue dichiarazioni in merito con Avatar l’autore di Terminator punta davvero in alto: replicare l’estatica sensazione di meraviglia che la sua generazione ha provato prima con 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e poi successivamente con Guerre Stellari di George Lucas. Stando al trailer di lancio Cameron sembra essere riuscito nell’impresa, ma per giudicare meglio i cinefili dovranno visionare le quasi tre ore della pellicola, la cui uscita in Italia è prevista per il prossimo 15 gennaio – negli States il film è uscito in questi giorni e è già divenuto un campione d’incassi secondo copione –. |
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Scritto da paolo Boschi
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 Il dinamico bardo di Duluth, Minnesota, non cessa di stupire e alla veneranda età di sessantotto primavere, nell’anno in cui ha nuovamente entusiasmato pubblico e critica col modernariato musicale di Together Through Life, pochi mesi dopo ha scelto di sorprendere tutti per l’ennesima volta, pubblicando stavolta Christmas In The Heart, che in ossequio al titolo altro non è che una raccolta di canzoni tradizionali natalizie, un genere a cui in molti hanno pagato pegno nel mondo anglosassone, da Neil Diamond a Mariah Carey, tanto per citare qualcuno. Il Natale in musica del quarantasettesimo album in carriera di Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, comprende carole, inni sacri e qualche brano ad alto tasso glicemico che sarebbe piaciuto a Nat King Cole o Bing Crosby, ma tutti, ovviamente, rivisitati con arrangiamenti talvolta originali, spesso dal retrogusto inevitabilmente ironico e sempre in felice contrasto con la voce al vetriolo che ha caratterizzato tutti i dischi del Dylan maturo. |
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Scritto da Paolo Boschi
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Ben HarperBen Harper and Relentless7 White Lies For Dark Times [Emi 2009] Sembra che l’ultima fatica del grande Ben Harper avrebbe dovuto uscire semplicemente a nome della sua nuova band, i Relentless7 (che avrebbero rilevato il suo tradizionale gruppo d’accompagnamento, gli Innocent Criminals), ma che la casa discografica per evidenti ragioni di visibilità abbia preferito pubblicare questo disco premettendo il nome dell’ormai celebre cantautore e chitarrista californiano. |
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Scritto da Paolo Boschi
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 Autore: Carlo Lucarelli Casa editrice: Einaudi Torino Anno: 2009 Pagine: 224
È un narratore di razza Carlo Lucarelli, classe 1960, già autore di gialli atipici come Almost Blue e romanzi d’ampio respiro come L’ottava vibrazione e Un giorno dopo l’altro. Oltre che uno scrittore di talento sia nella misura lunga che in quella breve – leggere al riguardo l’antologia Il lato sinistro del cuore – Lucarelli è anche un grandissimo appassionato di misteri, come si evince dal suo impegno nella popolare trasmissione televisiva “Blu Notte”.
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Scritto da Paolo Boschi
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■ Green Day, 21st Century Breakdown [Reprise 2009]Conosco un quattordicenne che suona la chitarra come un dio e s’ispira soprattutto a Slash e Billie Joe Armstrong, i suoi numi tutelari delle sei corde. Prima sentiva di tutto ma da un anno in qua si è messo ad ascoltare le pietre miliari del rock e dintorni: il risultato è che adesso adora Jimmy Page, pur continuando ad amare spassionatamente Billie Joe Armstrong e i suoi Green Day, che dalla fine degli anni Ottanta ad oggi si sono in effetti meritati lo status di classico. |
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