|
“Lascia che il cibo diventi la tua medicina e la medicina diventi il tuo cibo” Ippocrate
Chi è? Dottoressa Ilaria Artusi, Psicologa e Psicoterapeuta, Specializzata in Terapia Breve Strategica, Affiliata al Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo, Volontaria dell’Associazione Nardone-Watzlawick onlus. Riceve negli studi di: Lierna 63b; Arezzo, Piazza Sant’Agostino 11; Firenze, viale dei Mille 96. Mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
.
In un contesto sociale come il nostro, quello occidentale, che enfatizza fortemente il culto dell’immagine corporea, della perfezione delle “forme” e che fa dell’aspetto estetico l’arma vincente per eccellenza, il corpo, storicamente primo mezzo tecnico dell’uomo per cacciare, spostarsi e sopravvivere, si è trasformato progressivamente, e sempre più, da oggetto naturale a “oggetto sociale”. Ecco allora che il cibo diviene lo strumento per plasmare il nostro corpo, per costruirlo e modellarlo allo scopo di conformarlo ai modelli socialmente approvati. Purtroppo però i messaggi che ci arrivano dalle pubblicità, dai mass media e dagli spot televisivi sono assolutamente di tipo contraddittorio: da una parte l’ideale di perfezione estetica che passa – e verso la quale sembra che tutti dovremmo aspirare – è quella di un corpo magro e snello; dall’altra sono sempre più numerose le pubblicità che sponsorizzano cibo “buono e irresistibile” e sempre più le possibilità di acquistarlo a tutte le ore e in tutti i luoghi. |