Sgarbi a Poppi per il “Premio Casentino”! L’intervista dei ragazzi dello scientifico Galilei

Sgarbi con l'ultimo numero della rivista Casentino Più

Tutto pronto per domenica 18 giugno. Tutti in attesa per l’assegnazione del Premio Casentino 2017. Una manifestazione di prestigio, radicata nella tradizione locale e dalla rilevanza nazionale che conferisce, ogni anno, presso l’Abbazia di San Fedele a Poppi, uno stimato riconoscimento a figure di spicco che si sono contraddistinte in numerosi ambiti della vita sociale. Quello per la critica d’arte sarà consegnato a Vittorio Sgarbi. A parlarcene con orgoglio, il consigliere comunale della lista civica “Poppi Libera”, Enrico Lettig intervistato dai ragazzi dell’istituto superiore Galileo Galilei dello stesso comune (Nicola Andreini, Alice Ceccarelli, Matteo Cenni, Agnese Ciabatti, Lorenzo Cicali, Erika Puri, Filippo Romagnoli, Ginevra Rossi, Pietro Tommasi, Davide Versari):

In cosa consiste l’evento di domenica?
Si tratta di un appuntamento molto importante, che affonda le sue origini nella storia. Questa domenica, presso l’Abbazia di San Fedele, a partire dalle ore 10, avremo il piacere di assegnare il “Premio Casentino per la critica d’arte” a Vittorio Sgarbi. Uno dei tanti “Premi d’onore” che storicamente si accompagnano al famoso “Premio Letterario Casentino”, fondato da Carlo Emilio Gadda negli anni ’40, che riceveranno personaggi meritevoli della società italiana e non solo. I riconoscimenti spazieranno dalla cultura all’economia, dalla medicina al giornalismo, ecc. A Sgarbi andrà quello per la critica d’arte. Questa manifestazione rappresenta una vetrina che mette reciprocamente in risalto sia il territorio casentinese che ospita queste figure autorevoli, sia coloro che vengono premiati, perché l’evento a cui partecipano è di spessore nazionale. Basta guardare al passato. Tra i nomi che spuntano nell’albo dei vincitori si annoverano, per esempio: Ugo Foscolo (il primo Premio d’onore assegnato), Indro Montanelli, Sandro Pertini. L’anno scorso, il ministro Pier Paolo Padoan. Quest’anno, invece, oltre a Sgarbi, saranno premiati il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Professor Francesco D’Episcopo e molti altri.

Com’è entrato in contatto con Vittorio Sgarbi?

Il tutto inizia dal 2014. Quando, nel comune di Poppi, sorse la problematica legata ai ripetitori installati sulla torre campanaria del Castello dei Conti Guidi. Un vero e proprio affronto! Che, dal nostro punto di vista, è rimasto tuttora irrisolto. In quel frangente, tramite amicizie comuni, decidemmo di rivolgerci a Sgarbi; sempre disponibile ad affrontare queste tematiche e competente in materia. Con lui portammo avanti una campagna di sensibilizzazione sul problema, che purtroppo non è stato eliminato, visto che gli impianti risultano ancora funzionanti. Da lì, iniziò un contatto più frequente che si consolidò in un sincero legame di amicizia. Adesso, abbiamo il piacere di coronare questo rapporto invitandolo a ricevere il Premio Casentino 2017. Vista la sua particolare attenzione alle tematiche culturali, avere Vittorio Sgarbi nel nostro territorio inizia ad assumere una notevole importanza.

I ragazzi e le ragazze dello scientifico Galileo Galilei di Poppi insieme a Enrico Lettig

Abbiamo avuto modo di parlare molto, in questi ultimi mesi, del movimento “Rinascimento” di Vittorio Sgarbi. Dall’iniziale idea di creare un circolo casentinese, fino alla sua effettiva realizzazione. Riprendiamo alcuni punti essenziali, in cosa consiste il movimento, come mai ha aderito e come si sta sviluppando in Casentino?
Il movimento “Rinascimento” è nato lo scorso febbraio. I suoi punti programmatici richiamano l’idea della “Bellezza”. Un tema non di certo nuovo, che Sgarbi aveva cercato di tradurre in proposte politiche già da molto tempo. Con “bellezza” si intende tutto il patrimonio artistico, ma non solo… anche quello ambientale e quello legato alle tradizioni. A livello pratico si traduce in azioni che non comportino solo il “conservare”, cosa in cui siamo veramente molto bravi, ma anche il “promuovere”. Ed è qui che sorgono i problemi: burocratici, politici, paesaggistici, ecc. “Rinascimento” ambisce a trasformarsi in un vero e proprio progetto politico per promuovere l’Italia nel mondo, esportandone arte e bellezza. Spesso non si capisce come questo clamoroso patrimonio di cui disponiamo non riesca a trasformarsi in un serio tornaconto economico; che sappia portare benefici in termini di posti di lavoro, turismo e ricavi in generale. Se ci limitassimo soltanto a creare momenti di incontro tra amanti e appassionati d’arte, tutto quello che possediamo, verrebbe sminuito e non riuscirebbe a esprimere il vero potenziale economico e culturale di cui, invece, potremmo godere. Questa idea promossa dal presidente Vittorio Sgarbi è portata avanti, nel territorio aretino, con la creazione di tre circoli: quello casentinese dedicato a “Bernardo Rosselli”, quello della Val di Chiana e quello del comune di Arezzo. L’idea iniziale è quella di mettere in campo un progetto comune, per poi avanzare proposte e realizzare attività che portino a dei risultati concreti. Al momento contiamo 30 iscritti all’interno del circolo “Rosselli” e tesserarsi è molto semplice. Si può compilare il modulo che si trova nel sito o ci si può rivolgere direttamente a me, come referente del Casentino. Anche se la sede di Poppi, per ora, è soltanto simbolica, prevediamo di renderla fisica ed effettiva al più presto.

Parliamo ora della “Biennale d’arte”. Una proposta coraggiosa che ha avuto modo di presentare in una intervista radiofonica il mese scorso e che investirebbe in pieno, almeno secondo i suoi progetti, la figura di Vittorio Sgarbi. È ancora solo un’idea?

Questo tema non è ancora stato affrontato direttamente con Vittorio. Sicuramente è doveroso dire che Sgarbi ama il Casentino e che l’interesse da parte sua c’è. È importante però capire se il Casentino, o meglio, i Casentinesi, sono pronti ad accogliere questo progetto. Il mio obiettivo è che l’idea sia sviluppata e sia accettata nel territorio. Su questo, devo ammettere che una certa disponibilità generale sembra esserci. Credo senz’altro che una personalità influente come la sua potrebbe portare tanti vantaggi alla nostra vallata. Mi riferisco all’incremento turistico, soprattutto; ma è anche ovvio che l’impegno di un personaggio di tale calibro, una volta che dovesse decidere di aderire al progetto, non deve essere sprecato e venga, al contrario, dignitosamente gratificato. Insomma, è inutile coinvolgerlo, se poi non c’è un’effettiva e condivisa volontà di farlo.

Aspettando dunque la premiazione di domenica 18 giugno presso l’abbazia di San Fedele a Poppi, comunichiamo che la manifestazione “Premio Casentino 2017”, che è arrivata alla sua 42esima edizione, prenderà avvio con la Santa Messa celebrata da Padre Ciro Benedettini alle ore 9.00. Seguirà la consegna dei premi.