Speciale Referendum: “C’è chi dice NO!”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato apolitico per il NO alla fusione tra Chiusi della Verna, Bibbiena ed Ortignano-Raggiolo:

Osservazioni e riflessioni sul programma del comitato per il Sì della fusione

1) 23.000.000 DI € PER IL NOSTRO TERRITORIO.

Ci domandiamo da dove provengono?
I finanziamenti regionali hanno una durata di 5 anni (non 10) per un importo di 250.000 € all’anno per ogni singolo comune fuso. Quindi 750.000 € all’anno, che per 5 anni ammontano a 3.750.000 €
I finanziamenti statali che hanno una durata di 10 anni, hanno una ripartizione delle risorse tra tutte le fusioni nazionali, con diminuzione progressiva negli anni.
Comuni derivati da fusione con 15.000 abitanti, similare all’eventuale comune “Casentino la Verna” , ottengono finanziamenti medi per circa 1.300.000 € all’anno, quindi un totale di finanziamenti per i 10 anni di 13.000.000 di €.
Tutti questi dati sono riscontrabili sul sito della Regione Toscana-fusioni-ripartizioni dei fondi per l’anno 2016 e 2017.

Facendo così la somma, 3.750.000 + 13.000.000= totale 16.750.000 €.
I CONTI NON CI TORNANO, DOVE SONO GLI ALTRI?
2) +240% DI INVESTIMENTI PER CHIUSI DELLA VERNA

Rispetto a cosa? Con quali riferimenti?

3) REALIZZAZIONE DEL NUOVO PLESSO SCOLASTICO A CHIUSI DELLA VERNA

Nuovo plesso scolastico di Chiusi della Verna, E’ NECESSARIO?

La scuola di Chiusi conta 6 alunni all’infanzia 18 scolari alla primaria e 18 alla secondaria. Struttura scolastica conforme a tutte le norme di sicurezza, antisismica ed inoltre inserita in un ambiente naturalistico a misura di bambino, esistente grazie al fatto che Chiusi della Verna è un comune montano.

4) RECUPERO DELL’AREA EX SCUOLA DI CHIUSI DELLA VERNA per la creazione di un centro polifunzionale e di aggregazione anziani.

Riguardo al recupero dell’ex edificio scolastico, l’attuale amministrazione facendo parte ed essendo capo fila dei “cammini di Francesco” ha già avviato una procedura con bozza di progetto per la demolizione ed il recupero dello stesso. Prevedendo sul sito oltre all’ostello, anche strutture multifunzionali (farmacia, ambulatorio, ufficio postale ed altro).

5) RIQUALIFICAZIONE DELLA STAZIONE DI CORSALONE e del collegamento pedonale con il paese.

BUFALA !!!!!
Forse quello che il comitato propone riguarda il comune di Bibbiena e non di Chiusi della Verna, non conoscono i propri confini?
Tutto ciò che proclamano per la riqualificazione dell’area ex-Sacci come investimento sul comune di Chiusi della Verna è situato nel territorio di Bibbiena.
METTETELO NEGLI INVESTIMENTI DI BIBBIENA e riducete il 240 % degli investimenti a Chiusi della Verna.
Il bambino della “pubblicità progresso” per la fusione deve fare l’appello per l’abbattimento del “MOSTRO” ex -Sacci, non ai cittadini del comune di Chiusi della Verna, ma solo ed esclusivamente all’amministrazione del comune di Bibbiena.
Per il “MOSTRO” quello nel territorio di Chiusi della Verna è già stato demolito a suo tempo (ditelo al bambino), e sono già esistenti i marciapiedi ed anche l’illuminazione pubblica.

6) NUOVE ASFALTATURE E RIQUALIFICAZIONE DELL’ILLUMINAZIONE PUBBLICA DELLE FRAZIONI.

Non ci risultano frazioni al BUIO !!! Per gli asfalti? Una delle poche strade bianche di rilevanza territoriale è quella di Campi (tra Corsalone e Ponte rosso). Peccato che anche questo tratto ancora “bianco”, sia nel territorio del comune di BIBBIENA.

7) RISTRUTTURAZIONE DEL CENTRO STORICO DI CHIUSI DELLA VERNA

Come amministrazione di Chiusi della Verna hanno già in corso progetti e finanziamenti che riguardano la riqualificazione del centro storico di Chiusi paese, con finanziamenti del GAL (Consorzio Appennino Aretino), e finanziamenti derivanti dalla nuova legge sui “PICCOLI COMUNI” e da quelli delle “AREE INTERNE”.
ATTENZIONE. SI SONO COMPLETAMENTE DIMENTICATI DI INVESTIMENTI STRUTTURALI ED IMPORTANTI IN VALLESANTA

UTILIZIAMO LE NOSTRE RISORSE SOLO SUL NOSTRO TERRITORIO. NON C’E’ BISOGNO DI FUSIONI PER AVERE FINANZIAMENTI.

INOLTRE COME E’ POSSIBILE CHE UN COMITATO CITTADINO POSSA SVOLGERE IL RUOLO POLITICO PER PORTARE AVANTI UN PROGRAMMA ELETTORALE.

COME RIESCONO A SAPERE CHI NEL CASO DI FUSIONE AMMISTRERA’ IL NUOVO COMUNE?
CI DOVRANNO ESSERE EVENTUALI ELEZIONI “DEMOCRATICHE”.

IL COMITATO APOLITICO PER IL NO