Zamponi: “chiusura servizi sanitari? Strumentalizzazioni contro la fusione!”

In riferimento all’articolo “Chiusi della Verna, riapre l’ambulatorio in Vallesanta ma Tellini è contento a metà” mi preme sottolineare che come abitante del paese di Chiusi della Verna condivido le preoccupazioni del sindaco e spero venga ascoltato il suo appello di evitare di privare le nostre zone del sacrosanto e primario diritto alla salute anche perché le tasse si pagano nei piccoli paesi montani cosi come nei grandi centri urbani. Come referente del Comitato promotore per la fusione dei comuni di Bibbiena, Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo, però, mi preme invece sottolineare la strumentalizzazione che viene fatta del problema “medico di base”, con specifico riferimento alla presenza dello stesso presso il capoluogo del comune, fatta ad arte per intimorire quei cittadini che andranno a votare al referendum. Ecco i precedenti che hanno riguardato il capoluogo di Chiusi della Verna negli ultimi tre o quattro anni:
soppressione della guardia medica turistica;
soppressione del pediatra;
chiusura dell’ufficio postale tre giorni la settimana;
chiusura degli uffici comunali per servizi al pubblico il mercoledì;
ufficio di edilizia e urbanistica aperto al pubblico un giorno la settimana;
ufficio tributi aperto al pubblico tre giorni a settimana;
ufficio ragioneria trasferito nella sede comunale al Corsalone;
ufficio di Polizia Municipale (dal 2013 trasferito con lievitazione dei costi perché il personale comandato parte da Poppi con l’auto di servizio) aperto non so quando e sicuramente non più di qualche ora in un solo giorno;
NON SARA’ MICA COLPA DELLA FUSIONE?
Certo è facile presupporre degli scenari catastrofici per il futuro. Chi può dimostrare il contrario. Ma è altrettanto facile fare un elenco dei servizi che hanno subito un ridimensionamento nel recente passato (vedi sopra). E questo è un dato di fatto. Come sono un dato di fatto i i tre-quattromila euro spesi dall’amministrazione comunale di Chiusi della Verna per avere assistenza legale avverso all’indizione del referendum da parte delle istituzioni regionali. Non era meglio spenderli per fare ricorso al TAR, come peraltro fatto da moltissimi comuni in toscana e con successo, per scongiurare la chiusura di un servizio fondamentale, qual’è quello postale, per tre giorni la settimana vedendosi poi riconosciuta anche la restituzione dei soldi? (vedi Caprese Michelangelo). Assistenza legale avverso poi ad un referendum che interesserà anche la proposta di legge di fusione dei comuni di Chiusi della Verna, Castel Focognano e Chitignano presentata proprio dalle tre amministrazioni comunali citate. Presentata forse per altri scopi se i suoi principali promotori non perdono occasione per denigrare insistentemente le fusioni di comuni e si sono spesi anima e corpo per rinviarle il più possibile. Ma dove stanno un po’ di coerenza e di decenza. Ma per favore! Ma chi volete raggirare con questi imbarazzanti proclami! Sfruttare le paure legate alla propria salute per fare campagna elettorale. E a proposito di campagna elettorale, prossimamente faremo informazione sui numeri che caratterizzano il nostro progetto (noi un progetto ce l’abbiamo) e i possibili scenari che si possono aprire analizzandoli nel dettaglio. Con la fusione quello che è nei vari comuni non solo vi rimane ma viene potenziato e valorizzato perché ci sono più risorse per farlo. Gli amministratori futuri potranno mantenere i servizi, garantendone la qualità, diminuendo tutto ciò che sono le spese di funzionamento e la burocrazia. Tutto questo permetterà di pianificare una programmazione di medio-lungo periodo per migliorare la qualità di vita della nostra popolazione che adesso è impensabile fare. Una cosa è certa, se si continuerà con questo andazzo, paragonabile a chi è costretto a letto attaccato al respiratore artificiale, il nostro futuro non potrà che essere un declino lento ed inesorabile.
“Lo sanno questo i cittadini che fra tre mesi voteranno per il referendum sulle fusioni?”.

Adolfo Zamponi per il “Comitato promotore per la fusione dei comuni di Bibbiena, Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo”