A pranzo con i terremotati, quando la solidarietà parla casentinese

Domenica 29 gennaio, a Subbiano, l’associazione “Ancarano noi ci siamo” ospiterà a pranzo un nutrito gruppo di persone provenienti dalle zone del centro Italia martoriate dal terremoto e, in particolare, gli abitanti di Ancarano, un piccolo borgo vicino Norcia. Un pranzo solidale nato per rafforzare un’amicizia nata in circostanze particolari tra un gruppo di casentinesi e gli abitanti del piccolo paese umbro. “Tutto è nato quasi per caso” ci racconta Simone Marri, il fondatore del gruppo e uno degli organizzatori, “stavo ascoltando il programma del Trio Medusa su Radio Deejay, quando interviene un certo Fabrizio di Ancarano. La sua voce e il suo racconto mi colpisce. Il tempo di arrivare al lavoro e sui social della Radio recupero la mail e, di getto, gli scrivo. Pochi minuti e arriva la sua risposta con il numero di telefono. Ci parliamo e mi spiega di cosa hanno bisogno in quelle zone, mi spiega cosa li aiuterebbe ad affrontare meglio questo duro periodo. Racconto tutto a mia moglie e poi mi viene l’idea di creare un gruppo su Whatsapp tra i miei amici e i miei contatti. Mi rispondono in tanti e, per farla breve, raccogliamo così tanta roba che il 6 novembre partiamo alla volta di Ancarano di Norcia con 5 furgoni stipati di roba! Da allora ci siamo andati 8 volte, portando loro beni di prima necessità e oggetti volti a risolvere esigenze specifiche: dai 30 termosifoni, ai 4 frigoriferi da roulotte, alle 10 piastre per cucinare, fino ai doposci, alle scarpe da lavoro e tantissime confezioni di Buondì Motta da far invidia ai migliori supermercati. Insomma, un po’ di tutto. In una di queste spedizioni abbiamo portato con noi anche la nostra parrucchiera Monica che si è messa a disposizione per fare i capelli a tutte le signore che ne avevano bisogno.”

“E tutto questo” prosegue Marri “è stato possibile solo grazie alla solidarietà del nostro gruppo: un gruppo di ragazzi tanto eterogeneo quanto affiatato spinto da un unico disinteressato sentimento. Quello di aiutare le persone che, in questo particolare momento, hanno più bisogno di noi. Domenica prossima, a Subbiano, saranno 50 di loro a farci visita (praticamente il 70% del paese) per passare una giornata insieme con tanto divertimento (ci sarà uno spettacolo di cabaret con Alan e Lenny) e lontano dai problemi che in questo momento li affliggono. In più, con gli abitanti di Ancarano, abbiamo già in programma un altro evento. Infatti, grazie al Comitato del Carnevale dei Ragazzi di Rassina, saranno nostri ospiti anche il 19 febbraio prossimo in occasione del Carnevale. Ci tengo poi a precisare che sono state tantissime le associazioni che ci hanno aiutato in questa nostra piccola impresa. Nessuno di loro mi ha chiesto di citarli, ma mi piace farlo perché è giusto: il Comitato del Carnevale di Rassina, il circolo Castelnuovo di Subbiano, l’Associazione A.R.S.S. (gli sbandieratori di Subbiano), il Comune di Subbiano che ci darà una grande mano per il pranzo e Alan e Lenny che si occuperanno dell’intrattenimento.”

Uno sforzo davvero importante quello di queste persone che, siamo sicuri, verrà ripagato dai sorrisi e dalle facce di quella gente così duramente colpita che domenica prossima, a Subbiano, troverà il calore del loro abbraccio. Perché… Ancarano noi ci siamo!

1. 4

2. 4

3. 4

4. 4

 

CONDIVIDI
Articolo precedentePoppi, Paolo Ciampi incontra i giovani per la Giornata della Memoria.
Prossimo articoloAnche in Casentino si festeggia il Capodanno cinese!
Silvia Bianchi
Nata ad Arezzo da genitori casentinesi vive e lavora tra Arezzo e Firenze. Dottorata in archivistica, ha una seconda laurea in Storia. Studia e lavora negli archivi pubblici e privati da oltre dieci anni. Si occupa di inventariazione, studio documentario, didattica in archivio. Scrive per “La Nazione” e “Toscana Oggi”. Ha pubblicato contributi ed articoli per riviste specialistiche di storia ed archivistica, oltre che il testo dal titolo “L’Archivio dell’ONMI – Federazione Provinciale di Arezzo”. Collabora con Casentinopiù dal 2010 tenendo una rubrica con la madre Maria Maddalena dal titolo “Storia e Territorio”.