A Pratovecchio-Stia quintali di rifiuti nel fiume: lungarno pattumiera infinita

DOPO COMUNE/CONSORZIO E I PESCATORI-SPAZZINI,  IN CAMPO I VOLONTARI DI CIVITAS

Serena Stefani (Presidente CB2): “Tante operazioni di pulizia hanno portato alla luce enormi quantità di immondizia e, con esse, la cattiva abitudine dei cittadini che considerano il fiume una sorta di comoda discarica. Dopo PuliAMO l’Arno (ottobre 2019) e l’operazione “mastrolindo” organizzata dall’Associazione Pescatori Casentinesi (febbraio 2020), l’iniziativa dei volontari di Civitas Pratovecchio-Stia ha confermato il malcostume. In poche ore sono stati recuperati quintali di rifiuti di ogni tipo. Abbandonare materiali nell’alveo e lungo le sponde è un fenomeno che può rivelarsi pericoloso perché gli oggetti, a volte di grandi dimensioni, si trasformano in ostacoli capaci di rallentare il regolare deflusso dell’acqua. Di più: sono anche una minaccia per la biodiversità dell’ecosistema fluviale su un’area dove sta crescendo il Contratto di Fiume promosso dal Comune di Pratovecchio Stia, e destinata ad ospitare la zona di pesca a regolamento specifico, che punta a richiamare appassionati da tutto il mondo”

Sergio Rialti (presidente Civitas): “I giovani di una volta hanno imparato a nuotare nella piscina naturale creata dalla briglia sull’Arno. L’obiettivo dell’associazione è rendere il tratto di fiume che attraversa il paese fruibile e pulito come era allora”

Neppure il lockdown ha fermato il malcostume di quanti vedono nel corso d’acqua una pattumiera comoda dove abbandonare rifiuti di ogni tipo.
Materiali edili, pezzi legno, oggetti di plastica…. Non ha limiti l’inciviltà venuta a galla insieme all’immondizia recuperata dai volontari di Civitas Pratovecchio Stia sul Lungarno delle Monache.
Altri quintali di spazzatura vanno a sommarsi con quelli raccolti dall’Associazione Pescatori Casentinesi che, nel mese di febbraio, ha ripulito 5 km di sponde, raccogliendo di tutto e di più, compresi mobili, lavandini, stoviglie, plastiche di vario genere, vecchi tablet, bidoni, tubi di ferro e tanto altro ancora, rifiuti che il taglio della vegetazione curato dal Consorzio 2 Alto Valdarno aveva portato alla luce.
A ottobre, la stessa area era stata ripulita con l’operazione puliAMO l’Arno, organizzata dal comune in collaborazione con il Consorzio 2 Alto Valdarno, le associazioni di volontariato e le scuole. Impressionante la densità dei rifiuti recuperati: 1 kg per ogni metro!
A pochi mesi di distanza, ecco le immagini e i dati allarmanti dell’iniziativa realizzata da Civitas.
“E’ un fenomeno pericoloso – spiega Serena Stefani, Presidente del CB2 – perché i materiali abbandonati possono ostacolare il regolare defluire delle acque, aumentando grandemente il rischio idrogeologico; ciò è ancora più grave, perché gran parte del materiale raccolto non è conseguenza della forza della natura nei momenti di piena, ma dell’incuria umana. Il nostro impegno sarà di continuare a promuovere campagne di educazione ambientale per migliorare il rapporto uomo-fiume e, con esso, la tutela della sicurezza e la difesa della biodiversità dell’ecosistema fluviale, che rischia di essere soffocata dalle plastiche e da altri materiali inquinanti”. Un rischio che questa zona, dove sta crescendo il Contratto di Fiume “Vivere il Fiume” e destinata ad accogliere la zona di pesca a regolamento specifico, non può davvero permettersi di correre.
“Presto – conclude la Presidente – ci auguriamo di poter riprendere la campagna di sensibilizzazione “Fiumi Puliti”, promossa dalla Regione Toscana, a cui il CB2 ha aderito con convinzione, temporaneamente interrotta causa emergenza sanitaria. C’è assoluto bisogno di far crescere la consapevolezza dei cittadini e il rispetto per l’ambiente”.
Intanto a Pratovecchio Stia, con i ringraziamenti del Consorzio 2 Alto Valdarno, prosegue l’attività di Civitas, impegnata a ripulire tutto il tratto del fiume che attraversa l’abitato: “Ho imparato a nuotare qui. L’obiettivo è rendere fruibile questo tratto di argine restituendo ad esso l’aspetto che ricordano tutti coloro che, come me, sono cresciuti utilizzando la “piscina” naturale creata dalla briglia”, spiega il Presidente dell’Associazione Sergio Rialti.

Comunicato stampa