Ancora una prova sui natali casentinesi di Michelangelo

Ho sempre saputo che nella vita non si finisce mai d’imparare, e talvolta, certi incontri, certe persone, possono rivelarsi fonti inesauribili di idee, di conoscenza. Una di queste persone per me è Giorgio Innocenti, «Ghiaccini» per gli amici, nato a Bibbiena nel 1944. Ha scritto vari testi storici tra cui un trattato sull’antica viabilità del passo di Serra e un approfondimento sulla “Mea” di Bibbiena. Grande appassionato di storia casentinese è iscritto dal ’76 al Gruppo Archeologico; ha pubblicato un libro di novelle “casentinesi” e recentemente un testo su Suor Petra Giordano: “Un lungo cammino verso il cielo”. L’ultimo suo studio forse è quello su Michelangelo è così che un giorno, entrando in archivio ha esordito dicendomi: “Silvia, ti voglio mostrare il risultato di alcune mie ricerche sulla nascita di Michelangelo Buonarroti e lo farò in modo asettico, visto che sono libero da diatribe politiche e campanilistiche, essendo mosso solo dal desiderio di chiarire una verità storica. In realtà avevo già pubblicato qualcosa sulla nascita di Michelangelo in un mio libro qualche anno fa…” “Va bene”- rispondo io, curiosa di saperne di più- e continua: “Sapevo dell’esistenza del documento che ricorda i natali di Michelangelo a Caprese, ma non l’avevo mai letto per intero. Curiosità appagata! La prima cosa che ho notato è con quanta insistenza l’ignoto trascrittore del documento ha ripetuto il verbo nascere, ma mi ha colpito in particolare una frase: “nacquei è compari furono questi di sotto nominati batezossi addi 8 detto nella chiesa di Santo giovanni di caprese…”. Vengo subito al sodo e riporto il verbale della Visita Apostolica fatta anche nella zona di Caprese dal vescovo di Sarsina, come vicario apostolico, nella quale si descrivono le chiese nella loro interezza. Il 15 luglio 1583, il prelato fece visita alla Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a San Casciano in Stratino; il giorno 14 era stato nella chiesa di San Giovanni di Caprese dove oggi in effetti c’è il fonte battesimale ma al tempo… non c’era! Come dimostrano le visite, in special modo quelle apostoliche, che erano fatte in modo meticoloso, scrupoloso e sistematico. I battesimi dei bambini nati a Caprese al tempo di Michelangelo venivano celebrati presso la Pieve dei santi Ippolito e Cassiano di S. Casciano in Stratino che si trova in quel territorio comunale a poca distanza da quella che oggi viene indicata come la casa natale di Michelangelo. Nella visita apostolica di questa chiesa infatti si dice: ”Visitò il fonte battesimale, che vide in una vasca decente e bella…” mentre nella stessa visita fatta alla chiesa di S. Giovanni il fonte battesimale non si ritrova! Questo, quindi, mi porta a pensare che il documento di nascita di Michelangelo sia un falso, chi lo ha scritto infatti lo ha fatto avendo visto, in tempi più vicini a noi, il fonte in quella chiesa. Purtroppo l’ignoto estensore forse non sapeva dell’esistenza delle antiche Visite Pastorali e Apostoliche, che avrebbero svelato la verità. Se c’è stato bisogno di fare un falso, vuol dire che Michelangelo è nato certamente a Chiusi ed è stato battezzato nella Pieve di Vezzano, che aveva il suo fonte. Grazie Giorgio, anche questa volta mi hai insegnato qualcosa!