Andrea Furia, mister del settore giovanile ASD Pratovecchio Stia

Il mister Andrea Furia con i suoi ragazzi

Di Francesco Ceccarelli – addetto stampa e segretario ASD Pratovecchio Stia – 

Proseguiamo con la conoscenza del nostro staff con un altro allonatore del settore giovanile: ANDREA FURIA che si occupa dei ragazzi del 2010-2011.

Andrea, come ti sei avvicinato al mondo del calcio giovanile con il ruolo di allenatore?

Il mio percorso di allenatore istruttore risale ormai a 15 anni fa quando feci uno stage ad Empoli, finita la giornata capii subito che era quello che volevo fare, aiutare i bimbi a crescere in tutto, non solo a livello calcistico, ma soprattutto in quello emotivo e comportamentale.

Oltre alla parte tecnica cosa pensi debba insegnare un allenatore a questo livello?

Secondo la mia teoria la parte tecnica a questa età passa in secondo piano. Si, certo, si chiama scuola calcio, ma per me é più importante insegnare come si sta al mondo e ad avere rispetto dei propri compagni che tutto il resto

Come ti sei trovato con questo gruppo di giovani calciatori in erba?

Con questo gruppo non é stato facile, all’inizio una buona parte non aveva mai giocato a calcio nella sua vita e quindi, considerando che  la scuola calcio inizia a 6 anni, mi sono trovato gente teoricamente in ritardo di ben 4 anni rispetto ad un bambino che ha iniziato la scuola calcio a 6 anni. Poi, la cosa più difficile, è che non sai mai cosa ha fatto il tuo collega l’anno precedente, quali aspetti ha curato di più e quali di meno e quindi devi iniziare  tutto da capo sia a livello comportamentale che calcistico.

Nel caso si superi questa emergenza sanitaria e si riuscisse a ripartire con i campionati, come pensi di procedre visto la giovane età dei tuoi allievi?

Se si dovesse ripartire procederei sempre con le mie idee magari di altri tempi, ma per me molto  efficaci nel senso che il rispetto e l’educazione vengono prima di tutto. Cerco sempre di essere in contatto con i genitori dei miei ragazzi per capire come va il loro comportamento a scuola ecc. perché se non si comportano bene fuori dal campo anche se uno é un fenomeno con me non gioca.