Bene Comune critica l’amministrazione di Bibbiena in materia urbanistica

Venerdì 11 ottobre si è svolto il Consiglio Comunale, senza possibilità di presentare interrogazioni causa approvazione bilancio consolidato (art. 33 comma 12 regolamento del Consiglio Comunale).
Tra i vari punti all’ordine del giorno c’erano anche 4 varianti al Regolamento Urbanistico.
Abbiamo evidenziato che ancora una volta si trattava di aggiustamenti estemporanei, senza una precisa logica. Ci è stato risposto che questa è la differenza “ideologica” che intercorre tra maggioranza (che ha una visione urbanistica “liberista”, tesa a soddisfare le esigenze individuali dei cittadini) e minoranza di Bene Comune.
Siamo d’accordo: anche noi pensiamo che l’esigenza di “edificabilità” del privato cittadino sia sacrosanta. Ma al contempo pensiamo che la gestione del territorio non possa prescindere da una programmazione in ambito urbanistico, in un processo di confronto continuo e di condivisione con i principali stakeholders del territorio (cittadini, forze economiche, sociali, culturali).
Molte aree considerate edificabili dal Regolamento Urbanistico sono di fatto rimaste prive di ogni iniziativa edilizia (aree rimaste inedificate e/o non urbanizzate/lottizzate, pur essendo ricomprese dentro il perimetro del territorio urbanizzato); su tali aree è necessario capire come intende procedere l’amministrazione comunale; c’è grande aspettativa da parte della cittadinanza di avere certezze, dato che su questi terreni considerati edificabili (o richiesti dal privato stesso per essere tali) sono state corrisposte importanti cifre di tassazione IMU (e adesso tali aree “rischierebbero” di ritornare ad essere agricole, ovvero prive di valore commerciale).
Sindaco e Giunta devono prendere una posizione: non possono sottrarsi dalle proprie responsabilità e lasciare che le scelte urbanistiche derivino esclusivamente dalle richieste dei singoli privati, senza avere una propria idea di sviluppo ragionato del territorio.
L’Amministrazione deve comunicare con chiarezza e trasparenza il proprio orientamento, anche attraverso la convocazione di incontri pubblici, perché l’assenza di una precisa scelta politica rischia solo di creare una sorta di “anarchia urbanistica”.

Comunicato stampa