Bibbiena, scontro tra maggioranza e minoranza sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Liliana Segre - Foto da Wikipedia

Per chiarezza di informazione pubblichiamo i due comunicati stampa che ci hanno inviato, rispettivamente, il Comune di Bibbiena e il gruppo di minoranza “Bene Comune” in merito alla richiesta di conferimento della cittadinanza onoraria di Bibbiena alla Senatrice Liliana Segre. 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI BIBBIENA APPROVA CON I VOTI DELLA MAGGIORANZA L’EMENDAMENTO SU LILIANA SEGRE (Comune di Bibbiena)

La Maggioranza del Comune di Bibbiena ha presentato ieri sera in Consiglio Comunale un emendamento all’ordine del giorno sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre proposta dal Gruppo consiliare Bene Comune.

Il suddetto emendamento – votato dalla sola Maggioranza – prevede non solo di attivarsi presso il Presidente della Giunta Regionale Toscana e presso il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana “affinché alla Senatrice Liliana Segre sia concesso il massimo, più autorevole e unanime riconoscimento alla persona e ai valori che essa rappresenta da parte di tutta la gente Toscana”, ma anche d’invitare la senatrice Liliana Segre a Bibbiena cosicché, “di concerto con le scuole del nostro comune, possa incontrare i ragazzi e chiunque voglia essere presente per parlare di odio, razzismo ed antisemitismo”. L’emendamento va, di fatto, a sostituire quello di Bene Comune che chiedeva di concedere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre.

Il Capogruppo di Maggioranza Francesco Frenos commenta: “Questi voti contrari – c’è stata solo un’astensione – dimostra quanto fosse strumentale tutta la proposta. Di fatto noi chiediamo alla Regione qualcosa di più, ovvero attivarsi perché venga concessa la massima onorificenza a Liliana Segre, e ci attiveremo affinchè lei stessa possa essere ospite a Bibbiena e possa incontrare i ragazzi del Consiglio comunale. E questo davvero in un’ottica più ampia di coinvolgimento reale della comunità bibbienese. Non appiattirsi sulla sola cittadinanza onoraria – gesto comunque esteriore – secondo il nostro punto di vista significa rendere partecipe tutta la comunità partendo da chi ha bisogno più di altri di sentirsi protagonisti di un confronto aperto, ovvero le giovani generazioni. Il resto della proposta dell’Opposizione ci trova concordi: ribadiamo il fatto che sia stato un reale fallimento delle istituzioni la scorta a Liliana Segre. Ma proprio per scongiurare i nuovi “ismi” dobbiamo puntare ad una nuova educazione, che passi proprio dai giovani e dal loro concreto coinvolgimento. Noi vorremmo portare i ragazzi davanti al caso Segre, partendo da una presenza in mezzo alla nostra comunità e ci attiveremo per farlo”.

NEGATA LA CITTADINANZA ONORARIA A LILIANA SEGRE (Bene Comune)

La maggioranza di Vagnoli non ha votato l’ordine del giorno di Bene comune, RIFIUTANDO la cittadinanza onoraria di Bibbiena a Liliana Segre. L’amministrazione di Bibbiena non riesce a nascondere la propria ambiguità e si conferma priva di coraggio. Per tutto ciò che rappresenta, per la storia, i ricordi e il valore della memoria , il conferimento della cittadinanza onoraria sarebbe stato un atto importante e di coraggio, aldilà delle appartenenze politiche.

Invece hanno preferito la strada meno coraggiosa, enunciando una fioca e generica solidarietà alla senatrice e demandando alla Regione il conferimento di onorificenza, lavandosene le mani e per uscirne con la coscienza pulita.

Vogliamo chiarire che il post di stamani del sindaco Vagnoli che annuncia in pompa magna di aver “approvato la mozione di vicinanza a Liliana Segre, presentata dal gruppo di minoranza Bene comune “ è alquanto scorretto e falso. Bene Comune ha presentato un ordine del giorno per il conferimento della cittadinanza onoraria che non è stato approvato dalla maggioranza di Vagnoli. Se avessero approvato il nostro odg oggi avremmo la Senatrice Segre Cittadina Onoraria di Bibbiena.

Ma, oltre al coraggio e aldilà delle distinzioni politiche, di sostenere un messaggio simbolico universale e di contribuire a lanciare una pietra contro l’odio, è mancata anche la responsabilità delle proprie azioni.

Che (doppia) amarezza.