Il Sindaco Filippo Vagnoli insieme agli Assessori Francesca Nassini e Francesco Frenos ieri (3 giugno 2019, ndr) si sono recati in visita ufficiale al mitico Elea 9003, ospitato nei locali dell’Isis Fermi di Bibbiena.
L’Elea 9003 dell’Olivetti è il primo computer commerciale a transistor prodotto in Italia e uno dei primi nel mondo. Questa macchina mastodontica – sembra un anchilosauro – progettato e sviluppato tra il 1957 e il 1960, occupa un’intera stanza al piano terra della scuola superiore e, soprattutto, è ancora funzionante, anzi l’unico funzionante al mondo.
L’Elaboratore Elettronico Aritmetico ELEA 9003, rappresenta un importante pezzo di storia dell’informatica italiana e mondiale.
Da tempo un gruppo di “amici” di questo pezzo di storia si sono ritrovano annualmente per apportare un minimo di manutenzione a questo elaboratore corteggiato da molti musei nazionali e non solo. Accanto al problema della manutenzione, di avere ragazzi sempre formati che sappiamo “metterci le mani”, c’è sempre stato anche quello di una sua valorizzazione e fruizione a fini turistici e non solo ovviamente.
Per questo motivo, nella visita di ieri, la nuova Giunta ha fatto, insieme alla scuola e al suo Dirigente Egidio Tersillo, un primo passo verso questo obiettivo.
Il Sindaco Filippo Vagnoli commenta: “Abbiamo fatto un coordinamento diciamo, e noi come Comune ci occuperemo della sua valorizzazione a fini turistici inserendo questo monumento alla modernità, nel circuito museale e dei poli di attrazione turistica di Bibbiena e del Casentino. L’obiettivo ultimo a cui ci piacerebbe arrivare è quello di un museo vero e proprio dedicato all’Elea 9003 ma anche ad altri macchinari in possesso della scuola. La prima pietra è stata posata…”.

UN PO’ DI STORIA
L’Olivetti Elea 9003 è uno dei modelli di calcolatore mainframe ad altissime prestazioni sviluppati dall’Olivetti e facenti parte della famiglia Olivetti Elea. Si tratta del primo computer a transistor commerciale prodotto in Italia ed uno dei primi del mondo. Fu concepito, progettato e sviluppato tra il 1957 e il 1959 da un piccolo gruppo di giovani ricercatori guidati da Mario Tchou.
L’acronimo ELEA sta per Elaboratore Elettronico Aritmetico (successivamente modificato in Automatico) e fu scelto come omaggio alla polis di Elea, colonia della Magna Grecia, sede della scuola eleatica di filosofia, famosa per i paradossi.
Progettato dall’ottobre 1957, fu interamente realizzato con tecnologia diodi-transistor logic.
Il design, fu ideato dall’architetto Ettore Sottsass: il progetto, elegante e funzionale, valse a Sottsass il Compasso d’Oro nell’anno 1959.
Il nuovo sistema si presentava come un oggetto “ assolutamente all’avanguardia” sotto ogni punto di vista per:Concezione logico sistemistica,Tecnologia costruttiva, Design.
Elea 9003 fu anche l’unico della serie a essere realmente commercializzato, in circa 40 esemplari, il primo dei quali (Elea 9003/01) fu installato alla Marzotto di Valdagno (VI), mentre il secondo (Elea 9003/02) fu venduto alla Banca Monte dei Paschi di Siena (SI). Di questo esemplare, l’istituto bancario fece in seguito dono all’ ITIS Enrico Fermi di Bibbiena (AR), utilizzato a fini didattici. All’ Elea 9003 è dedicata anche un’intera sala al Museo delle poste e telecomunicazioni di Roma, ma non è funzionante. Un esemplare, inoltre, è esposto al Design Museum di Londra.
Il calcolatore donato dalla banca negli anni settanta,all’ITIS di Bibbiena, in poco tempo, fu smontato e rimontato nella nuova sede da Mario Babbini, e personale Olivetti. Questo esemplare è parzialmente funzionante e viene preservato dall ‘Istituto Tecnico “Enrico Fermi”, la sua manutenzione invece è affidata principalmente ad ex tecnici Olivetti che si recano periodicamente presso. l’Istituto e da qualche tempo da un appassionato Wladimir Zaniewski.
Il progetto di Elea 9003 iniziò con la realizzazione, nel 1957, di un prototipo sperimentale a valvole. La filosofia progettuale, ispirata alla drastica scelta in favore dell’uso esclusivo dei transistor, anche per le memorie, per le quali erano richieste altrimenti erogazioni di corrente in regime impulsivo a livelli di intensità allora non raggiungibili con i transistor. L’opzione comportò la progettazione ex novo dell’intera architettura, e il superamento dei problemi tecnici legati all’uso dei transistor, un lavoro che fu completato a metà del 1958, quando vide la luce il primo prototipo interamente a transistor. Il sistema definitivo fu completato nel 1959.
Dal punto di vista logico, la macchina era dotata di capacità di multitasking, potendo gestire tre programmi contemporaneamente.

Comunicato stampa
Comune di Bibbiena
Bibbiena, 4 giugno 2019