C. San Niccolò. Luciano Giunipero, la mia brutta avventura con il Covid: la lettera

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Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Luciano Giunipero, 56 anni, di Castel San Niccolò, ricoverato all’Ospedale San Donato di Arezzo nell’Unita di Pneumologia dal 12 al 28 febbraio (12 giorni con casco CPAP) e ora, fortunatamente, in terapia presso la propria abitazione

Questa vuole essere una lettera di ringraziamento all’Unità Operativa Complessa di Pneumologia Ospedale San Donato di Arezzo per l’assistenza e le cure ricevute in un momento così difficile. Un “Grazie particolare” al Direttore Dott. Raffaele Scala, al Dott. Uberto Maccari e a tutto lo staff operativo che operano con particolare “Dedizione” e “Umanità”.

“Scrivo per esprimere il profondo e sincero sentimento di gratitudine, rimasta in me dopo l’esperienza vissuta. In un momento così complesso in cui troppo spesso si sente parlare di malasanità in Italia, ho potuto constatare l’elevato livello di competenze professionali della struttura sanitaria pubblica Ospedale San Donato di Arezzo. Mi riferisco in particolare alla Unità Operativa Complessa di Pneumologia diretta dal Dott. Raffaele Scala dove lo scorso 12 febbraio  venivo ricoverato per “Insufficienza respiratoria acuta da polmonite bilaterale interstiziale da Virus Sars Cov2”. Sottoposto agli esami previsti mi ritrovai immediatamente in una situazione surreale, travolto da un senso di impotenza, mentre il Dott. Raffaele Scala e il Dott. Uberto Maccari, con estrema professionalità e umanità mi mettevano a conoscenza della gravità della situazione dandomi comunque sicurezza mediante la loro costante presenza. Lo staff operativo provvedeva all’inserimento del casco CPAP per consentire la respirazione polmonare. Il casco respiratorio è uno scafandro trasparente con collare morbido alla base e due cinghie che si posizionano sotto le ascelle del paziente, permettendo al dispositivo di rimanere attaccato alle spalle, erogando la dovuta pressione di ossigeno. Impossibilitato nei movimenti e con un unico pulsante per le chiamate, ero completamente affidato all’assistenza degli “EROI” ancor più “ANGELI” che con garbo e modi gentili hanno sempre avuto parole rassicuranti che mi hanno permesso di superare tutte quelle “paure” intrinseche del momento.

Il Dott. Raffaele Scala giornalmente si informava sulle condizioni dei pazienti e provvedeva “personalmente” a darne comunicazione ai familiari a casa.

Non posso infine esimermi dall’evidenziare il prezioso operato dei Dottori e Assistenti dell’ USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) che seguono con professionalità i pazienti positivi al Covid 19, sia sintomatici che asintomatici, nei propri domicili per garantire un decorso casalingo della malattia, assistenza che prosegue anche nella fase  post dimissione dei pazienti.”
Tutte queste attenzioni sono proseguite anche durante la terapia domiciliare con l’intervento della Manager Elisabetta Tinti, puntualmente disponibile.

GRAZIE DI CUORE.

Luciano Giunipero

Luciano Giunipero all’ospedale San Donato di Arezzo con il casco CPAP