Capolona intitola una strada al Soderi: Subbiano in rivolta

(di Maria Maddalena Bernacchi e Silvia Bianchi)
Nella foto i sindaci Ciolfi e De Bari
Subbiano e Capolona divise dall’Arno e da qualche tempo non solo da quello! Risale a qualche giorno fa la decisione presa dalla giunta di Capolona con a capo il suo sindaco, Alberto Ciolfi, di intitolare il “Viale della Stazione di Subbiano” alla memoria dello scrittore e storico Pierantonio Soderi , subbianese doc.
E sarà perché i suoi concittadini ancora non lo avevano ricordato, sarà per la rivalità che da tempo immemorabile vede contrapposti i due piccoli comuni del basso Casentino, che la questione ha alzato le vigorose proteste di molte persone. Il primo ad intervenire è stato il professor Claudio Santori, storico preside del Liceo Scientifico “Francesco Redi” di Arezzo, amico di Soderi, che bolla la decisione del comune di Capolona come “inopportuna” e sottolinea “che non avrebbe fatto contento neppure Pierantonio”.
A questo si è aggiunto il malcontento dei subbianesi che hanno avviato una raccolta firme per bloccare l’iniziativa sul nascere. Ed è di queste ore anche la presa di posizione del sindaco di Subbiano, Antonio De Bari, sull’intitolazione, che ha dichiarato: “La strada storica che unisce Subbiano e Capolona è stata costruita da Subbiano e dai subbianesi, anche se è nel territorio capolonese. Sono molto dispiaciuto di questa scelta, anche perché è stata imposta dalla giunta di Capolona senza interpellare minimamente i residenti di questa strada”. A cercare di placare gli animi è intervenuto l’ingegner Alfredo Soderi, figlio di Pierantonio, che scrive: “Chiedo ai due sindaci di trovare un accordo civile reciprocamente valutato, soprattutto in memoria di chi non c’è più…”.
Pierantonio Soderi, ricordato come bravo storico ed anche come uomo pacifico, non avrebbe gradito una tale querelle.
 
Christian Bigiarini - Direttore Responsabile
Christian Bigiarini - Direttore Responsabile
Christian Bigiarini è nato a Roma nel 1971, ma scrive a Ponte a Poppi, in Casentino, dove vive. Sposato con Veronica, babbo di Umberto, direttore del periodico Casentinopiù dal 2013, è anche “scrittore”, giornalista, tabaccaio, “ciclista”, "padelista" e “tennista”: quasi tutto rigorosamente tra virgolette.

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