Casentino da scoprire: Molin di Bucchio (with english version)

Foto di Antonio Cipriani

Di Letizia Bernardini

Lungo la strada regionale 556 che da Stia conduce a Londa, Molin di Bucchio è il primo mulino che s’incontra nel fiume Arno e uno fra i più antichi dell’intero territorio casentinese, visto che la prima costruzione risale al XIII secolo. Oltre all’attività di molitura portata avanti per oltre 700 anni dalla famiglia Bucchi, Molin di Bucchio è stato anche sede di un’importante troticoltura che negli anni ’30 del secolo scorso ha ricevuto numerosi riconoscimenti da parte del Ministero dell’Agricoltura. Il mulino ha funzionato regolarmente fino al 1955 e saltuariamente fino al 1960.  L’ultimo mugnaio è stato Pietro Bucchi detto “Pietrone” che, per la sua lunga barba e l’aspetto distaccato, veniva anche chiamato “filosofo”. Negli anni settanta il mulino e il suo mugnaio furono ripetutamente visitati da scrittori, giornalisti e dalla Rai che girò all’interno del mulino un documentario sulle leggende del Casentino.

Nei pressi del Molino accadde un episodio che segnò la vita della comunità di Stia. L’11 novembre 1943, vede l’uccisione del Partigiano Pio Borri. In suo ricordo venne appesa una lapide nel 1959 sulla parete della casa dove il partigiano fu torturato e ucciso. La casa, danneggiata dall’alluvione del 1966, è stata demolita e la lapide riposizionata vicino al monumento di Pio Borri.

L’Arno nasce sul monte Falterona, poco lontano dal Molino. Qui è solo un piccolo torrente con le acque microbiologicamente pure, ma con tanta forza da permettere di far funzionare le pale del Molino.

Da “L’ARNO” di Alinari Beltramelli, edito da fratelli Alinari nel 1909: “Al mulino si macinava; arrivava fino a noi il fresco rumore del ritrecine. Ci avvicinammo in silenzio; non si udiva voce intorno. Vedemmo un gruppo di casette grigie, ricoperte da lavagne, occhieggiare tra gli alberi spessi; distinguemmo le caratteristiche scale esterne e le soggette, le piccolissime soggette dove siedon le donne e dove fioriscono i garofani rossi; e in quella tranquillità serena, Mulin di Bucchio ci piacque.”

Arrivando al Molino, ancora oggi, si sente l’atmosfera magica che ci arriva dal passato. Non ci sorprenderebbe vedere arrivare, sul suo destriero, Guido della famiglia dei Guidi, venire a controllare il suo Molino. L’interno non ha subito trasformazioni e conserva ancora oggi il fascino del tempo che fu, gli oggetti e gli odori delle vecchie tradizioni contadine. Nella struttura sono presenti ancora tutte le attrezzature (pale orizzontali, tramogge, macine). Tutto il complesso architettonico (di particolare rilievo la cucina lastricata con il grande camino) risulta ancora conservato nelle sue caratteristiche originarie venendo così a costituire un luogo di particolare interesse storico-documentario. Da alcuni anni il proprietario sta portando avanti una serie di interventi di recupero e salvaguardia della costruzione e dell’intorno. Annualmente il mulino ospita iniziative di vario genere: spettacoli, attività.

La famiglia Bucchi, ancora oggi, vive e lavora per conservare l’atmosfera magica del Molino ed è proprio grazie alla cortesia della sinora Carla e di sua figlia Caterina che due ricette dell’antica tradizione arrivano a noi.

Farinata gialla: soffriggere in olio di oliva 1 cipolla ed unirvi del cavolo nero tritato, dell’acqua e portare a cottura. Unire fagioli lessi (bianchi o borlotti) e altra acqua calda se si fosse ridotta. Salare ed aggiungere piano piano della farina gialla che mescolando continuamente va portata a cottura. Deve risultare morbida. Servire ben calda con formaggio oppure, se fatta freddare, può essere mangiata il giorno dopo tagliata a tocchetti e abbrustolita in padella con un filo di olio.

Pappa al pomodoro antica: mettere in un tegame pane raffermo a tocchetti, 1 cipolla tagliata a pezzi grossolani, 1 pomodoro (privato dei semi) a pezzetti, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 costa di sedano a tocchetti, 1 dado, olio di oliva, sale e peperoncino. Coprire con abbondante acqua fredda e portare ad ebollizione. Far cuocere fino a che il pane non si è disfatto. Servire ben calda con formaggio.

Per maggiori informazioni:

Apertura su richiesta: Famiglia Bucchi – Tel. +39 0575/582680 –  +39 338.1007610

www.molindibucchio.it

English summary version (by Lenny Graziani)

MOLIN DI BUCCHIO: TASTE OF THE PAST

Built in the XIII century, Molin di Bucchio is one of the most ancient watermill of Casentino valley. The river Arno, originated on Mount Falterona, is still a little stream of pure water, when it meets the mill’s blades.

Molin di Bucchio had been active for more than 700 years, ruled by the Bucchi family, that since 1960 (last year of activity) have been preserving the building and all the old instruments in it, regarding their cultural  importance. Everything, inside the mill, from the old hoppers to the paved kitchen with its big fireplace, smells of tradition.

The last miller of the Bucchi family was Pietro Bucchi, called “Pietrone” (Big Peter) or “the Philosopher”, for his long beard and the aloof manners. During the Sixties and the Seventies, Pietro received writers and journalists into the mill.

In 1943, the 20 years old partisan Pio Borri was tortured and killed by fascists near Molin di Bucchio. A monument has been built to honor his memory.

Recommended to: travelers with a strong interest in history; whoever wants to have an insight into past rural life in Casentino.

Foto di Carlo Gabrielli
Foto di Edi Gori