Casentino: trasporto pubblico locale, in vista importanti rincari

Nonostante il quadro politico locale e nazionale dia segnali inquietanti, dovuti alle scelte politiche fin qui fatte da amministratori del PD a tutti i livelli, si scopre l’ennesimo bidone su tariffe e servizi del trasporto pubblico locale da parte della Giunta della Regione Toscana: a seguito della gara per il gestore unico del TPL finita davanti alla Corte Europea, siamo ora alla riformulazione delle tipologie di biglietti e abbonamenti, con aumenti di oltre il 30%.

Come PRC aretino siamo esterrefatti dal silenzio intorno a provvedimenti che, come al solito, invece di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici fanno il contrario: riducono le corse, rendono gli orari di collegamento inutili e impossibili per chi studia e/o lavora, elevano i costi; il tutto a favore di una vera e propria privatizzazione in corso.
A partire dal 1° luglio 2018, infatti, entreranno in vigore la nuove regole che vedono diminuire le tipologie di acquisto dei titoli di viaggio: non esisteranno più i biglietti 4 corse né gli abbonamenti settimanali e mensili, costringendo così gli utenti, che magari non ne avevano il bisogno, a comprare abbonamenti trimestrali o annuali.
Ovviamente a rimetterci sono sempre coloro che utilizzano i mezzi pubblici per lavoro o studio ma che, difronte anche alle nuove tariffe e ai continui tagli di corse, preferiscono utilizzare altre soluzioni, disincentivando un servizio che in altre Regioni è molto utilizzato perché efficiente, economico ed offre diversi orari; addirittura in alcuni paesi europei, tipo l’Estonia, il servizio viene reso gratuito abbattendo cosi inquinamento e traffico.
Al contrario, le scelte della Regione Toscana aumentano il numero di veicoli per le strade, acuendo le problematiche che tutti conosciamo.
Anche se con i titoli di viaggio “ISEE” viene esaltato il fatto che si interviene a favore di chi è più debole, ed è giusto che sia così, ci sembra assurdo fare dei distinguo per “classe” nei biglietti, come se chi ha un normale reddito da lavoro non possa usufruire del trasporto pubblico.
Sempre nel silenzio più assoluto, notiamo che la Regione Toscana invita a sottoscrivere un cosiddetto “contratto ponte” gli enti locali più marginali con ONE scarl (operatore unico del trasporto pubblico in Toscana), con l’inserimento e l’ottimizzazione del servizio fino all’affidamento del servizio al nascituro “ambito toscano” dei servizi TPL, ovvero l’ennesimo raggruppamento di consorzi nati per collocare ex segretari di partito e/o politici defenestrati dalle tornate elettorali.

Com. stampa Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Arezzo