Celiachia: in Italia aumentano le diagnosi e le alternative alimentari

I celiaci in Italia sono circa 240mila. Il trend dei numeri che riguardano questa patologia è in crescita e si parla anche di una sottostima. Dal momento che, molto spesso, l’esordio della malattia è asintomatico, c’è chi ipotizza che i casi reali si aggirano attorno ai 600mila.

La Lombardia è la Regione con la maggior presenza di celiaci ufficialmente diagnosticati. Seguono il Lazio, la Campania e l’Emilia Romagna. Se si guarda, invece, al numero di celiaci in rapporto alla popolazione residente, i numeri più alti si possono riscontrare in Toscana.

Il rovescio (positivo) della medaglia riguarda la risposta delle aziende del comparto food, che contribuiscono ogni giorno al prosperare di un mercato ormai fiorente e, soprattutto, fondamentale per evitare che chi ha ricevuto la diagnosi si senta emarginato socialmente.

Come evidenziato nel corso di un recente meeting nazionale andato in scena a Firenze, occasione che ha visto riunirsi diverse realtà specializzate nella produzione di alimenti gluten free, il mercato in questione attira oggi tantissime aziende, anche in considerazione degli alti numeri dei soggetti intolleranti e sensibili al glutine (condizione diversa dalla celiachia).

Da non dimenticare è pure l’incremento dei canali di distribuzione: da diversi anni ormai, è infatti possibile acquistare alimenti per celiaci comodamente online, facendo shopping sui portali di e-farmacie che, come Farmacia CEF, nome storico della cooperazione nel comparto pharma sbarcato sul web con lo scorso anno, si contraddistinguono per la presenza di ampie sezioni dedicate ai prodotti senza glutine.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, nei primi anni 2000, l’offerta per chi doveva mangiare gluten free si limitava a qualche farina e a pochi cereali, con un’attenzione alla ricchezza nutrizionale a ragione definibile scarsa.

Oggi c’è una sensibilità molto più alta non solo da parte dei produttori, ma anche lato negozianti e ristoratori.

C’è chi propone, per rendere l’esperienza di approccio al cibo ancora più rapida, semplice e soddisfacente, la creazione di spazi dedicati alla degustazione, agli incontri con i produttori e soprattutto ai corsi di cucina, tutte occasioni essenziali per fare in modo che il celiaco non si senta un malato.

I player del settore stanno puntando sempre di più anche alla creazione di una maggior consapevolezza alimentare e al desiderio di approfondire le peculiarità della dieta nell’ottica di un benessere generale.

Essenziale, a detta di molti professionisti che si occupano di produrre e distribuire gli alimenti gluten free, è che assieme ai numeri di questi ultimi cresca anche la certezza del fatto che il gluten free non è un’alternativa per malati, ma un altro modo di mangiare che va conosciuto e valorizzato.

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