Chiusi della Verna, dopo Amatrice un altro gemellaggio dall’alto valore simbolico

Il Comune di Chiusi della Verna non lascia, anzi raddoppia. A pochi giorni dalla delibera consiliare che ha aperto la strada al gemellaggio con il Comune di Amatrice, avvenuta domenica scorsa, il Sindaco Giampaolo Tellini ha rivelato la sua intenzione di percorrere una strada simile andando a sancire una partnership con il Comune di Greccio, in provincia di Rieti. Greccio, inserito nel club dei Borghi più Belli d’Italia, è noto nel mondo per essere il paese dove Francesco d’Assisi dette vita al primo presepe della storia, fatto dei soli tre personaggi principali: S. Giuseppe, Maria e il neonato Gesù.
“Conosciuto in tutto il mondo – si legge nel sito internet del Comune reatino – come la Betlemme Francescana, il Santuario Francescano di Greccio è un poderoso complesso architettonico che sembra sorgere dalla nuda roccia. Nucleo originario del Santuario è la Cappella del Presepio, edificata nel 1228, anno della canonizzazione del Santo, su una grotta dove, la notte di Natale del 1223, San Francesco con l’aiuto di Messer Giovanni Velita signore di Greccio, previa autorizzazione pontificia, rappresentò per la prima volta nella storia del cristianesimo la nascita di Gesù, istituendo il primo Presepio”.
Da allora in milioni di case di tutto il pianeta a Natale quella tradizione si rinnova e si ammoderna sulla scia di quella prima, essenziale rappresentazione. Il gemellaggio con Greccio avrà proprio una connotazione francescana e sarà diverso dalla iniziativa fatta con Amatrice. “Proprio così”, conferma Tellini. Al Comune di Amatrice ci lega un percorso di vicinanza, come abbiamo detto, per la lunga fase della ricostruzione. A Greccio siamo uniti dalla presenza forte di S. Francesco, e dal radicamento di questa presenza nel cuore della popolazione a otto secoli di distanza da quegli eventi. La richiesta ci è pervenuta da Greccio e noi abbiamo risposto positivamente. Oggi stringere un’amicizia – conclude Tellini – significa avere la possibilità di lavorare unitariamente ad Enti simili al nostro per storia, tradizioni, cultura, per costruire anche possibili sinergie con l’obiettivo di centrare uno sviluppo comune a partire dall’ambito turistico”.

Unione dei Comuni Montani del Casentino – Ufficio Stampa