Sabato 26 gennaio un intero pullman partirà da Chiusi per Milano, città nella quale la Camera di Commercio ha organizzato nel Palazzo dei Giureconsulti (che si affaccia su piazza Duomo) una mostra, che resterà aperta dall’11 gennaio al 14 febbraio, dal titolo “Franco Cardinali. Inquietudine necessaria”.
Sì, i vernini in movimento non li fermerà né la chiusura delle E45, tantomeno la neve alla quale sono abituati. Andranno per il ricordo che hanno di lui, per ciò che ha saputo comunicare loro, con le sue opere per ringraziarlo di essere venuto ad abitare qui e aver qui costruito la sua casa, nel paese degli artisti “La Rocca”, dove tutt’ora abita la sua famiglia. Nel nostro magazine abbiamo parlato di Fanette, figlia di Franco, affermata ceramista.
In realtà, il pittore, scultore e ceramista è stato multietnico senza però dimenticare le radici territoriali e le storie delle comunità, questo lo ha contraddistinto.
Nel 1955 fa parte dell’École de Paris, movimento artistico successivo al cubismo ed al surrealismo ed espone sotto il patrocinio di Picasso e Cocteau.

Negli anni 70, quando vive alla Verna espone alla Galleria Comunale di Arezzo ed al Castello dei Conti Guidi di Poppi. Questo è considerato dai più il momento della sua maturità artistica ma la personalità di Cardinali connotata da rapidità di pensiero, gusto dell’intraprendere, in continua ricerca di evoluzione, lo porta secondo alcuni a raggiungere il culmine della perfezione negli anni 80. In queste ultime opere c’è qualcosa di cupo…cittadelle, cattedrali, voragini…
Il suicidio il 12 aprile 1985 a 59 anni.