Chiusi della Verna, la maggioranza spiega il Consiglio “disertato”

Palazzo comunale di Chiusi della Verna

Dopo la seduta del Consiglio Comunale di Chiusi della Verna che non si è svolta per mancanza del numero legale, e che avrebbe dovuto – su richiesta della minoranza – affrontare ancora una volta il capitolo delle fusioni proponendo un doppio quesito ai cittadini (reintroducendo in pratica la possibilità di fusione con Bibbiena, già bocciata dallo stesso Consiglio), il capogruppo di maggioranza Paolo Ammannati replica alle accuse mosse dall’opposizione: “Il Sindaco ha dovuto, per rispetto del regolamento comunale, convocare il Consiglio, ma è chiaro a tutti che la minoranza vuole solo alzare un po’ di polverone, forse per confondere le acque in vista di elezioni amministrative in altri comuni. Su questo argomento, il Consiglio Comunale di Chiusi della Verna si è già espresso, avviando – insieme a Castel Focognano e Chitignano – l’iter per la proposta di fusione a tre. In quell’occasione il gruppo di minoranza abbandonò l’aula, proprio le stesse persone che oggi parlano di rispetto per la democrazia non erano interessate a valutare una fusione, ma solo “quella” fusione. Noi invece non cambiamo idea, e non intendiamo riaprire la questione per prospettare alla Regione altri scenari, ai quali il nostro Consiglio aveva già detto no. Difendere i territori montani e le piccole comunità fa parte del mandato ricevuto dagli elettori, se qualcuno non la pensa così sappia che Chiusi della Verna non è a disposizione di chi vuole giocare con le Istituzioni. Per rispetto alle delibere dei Comuni di Chiusi della Verna, Chitignano e Castel Focognano, nonché della delibera di Giunta regionale, noi proseguiamo sulla stessa strada senza se e senza ma”.

Unione dei Comuni Montani del Casentino – Ufficio Stampa