Ciao Campaldino Tennis (una lettera di Gabriele Fabbri)

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera che ci ha inviato, corredata di foto, Gabriele Fabbri.

“Ebbene sì, non doveva succedere ma è successo, dopo 14 anni lascio la Campaldino Tennis di Poppi: purtroppo gli sbagli si pagano.
Ma cominciamo da quando ho iniziato a giocare a tennis. Avevo meno di 4 anni e mia madre mi portava a al tennis a Poppi a vedere giocare. Ricordo ancora, sotto il castello, questo bel circolo e io mi ero immaginato che da grande avrei voluto fare il tennista. È così che è nata la mia passione per il tennis e la mia voglia di calcare quei campi di terra rossa. Sono stati il grande maestro Gino Lucci e Tiziano Lunghi che mi hanno insegnato a giocare e a vincere, ma anche a perdere perché io non sapevo cosa voleva dire perdere. Io in campo vado solo e vado solo per vincere, io la parola perdere non la conosco. È da lì che ho iniziato la mia vita se si può dire “tennistica” e all’età di 10 anni ho fatto il mio primo torneo a Subbiano. Ero piccolo, 10 anni non erano tanti, ma nemmeno pochi e ricordo ancora la prima sconfitta che bruciava forte perché ci tenevo a quella cosa cosiddetta “competizione”. Con il passare del tempo, però, ho capito che allenandosi duramente puoi arrivare a qualsiasi livello tennistico e io ci sto provando. So che il professionista non lo farò più, però la mia vita dentro ai campi da tennis non la voglio mai finire… Ma ritorniamo a noi e alla Campaldino Tennis. Potrei stare fino a domani a parlare di tennis, perché le mie partite dentro quel campo di gioco sono come battaglie e la Campaldino Tennis è stata come una famiglia e così ancora la considero. Perché lì ho molti amici che mi sostengono, fuori e dentro al campo. Purtroppo l’anno scorso ci è mancato un briciolo per salire in D2 e adesso che me ne vado ringrazio comunque tutti per questi 14 anni passati insieme… Chi mi conosce sa cosa dico e intendo. Un grazie speciale ai miei ormai ex compagni di battaglia che sono Matteo Lucci, Nicola Fani, Federico Sori… Ringrazio in ultimo il mio maestro, Gino Lucci, con lui ho passato 14 anni in quel rettangolo di gioco. Io rimango della mia idea: fai del bene ricevi del bene, fai del male ricevi del male. Spero, un domani, di ritornare a fare parte di quel gruppo e di portare la Campaldino il più in alto possibile. Ora c’è una nuova realtà che mi aspetta, l’At Bibbiena. Con loro farò parte della D1 e spero di aiutarli a salire in serie C e chissà se quest’anno sarà la volta buona di una stagione spettacolare del giocatore casentinese Gabriele Fabbri.”

Gabriele Fabbri