Da Camaldoli… a Santiago: Pellegrini per Sempre

Foto di Edo Pedron

Di Paola Vagnoli

Ci siamo quasi. A Camaldoli qualcuno è già all’opera per allestire una mostra di grande intensità. Sabato 15 giugno, nel chiostro del Monastero, alle ore 16:00, sarà inaugurata una mostra dedicata a due grandi cammini, percorsi da secoli dai pellegrini di tutto il mondo: la strada francigena italiana e la strada francese per Santiago. Artefici ed attori di questo evento sono i Pellegrini per Sempre, un gruppo di amici che nel 2008 decisero di dare vita dapprima ad un forum che li unisse tutti nella loro grande passione: percorrere i cammini del mondo seguendo i ritmi naturali, condividendo ospitalità e percorsi di vita, con l’anima aperta del pellegrino. Nel 2013 il forum divenne un’associazione, con un sito dallo stesso nome. Nel 2016, raccogliendo foto ed oggetti, è stata creata una mostra itinerante, che adesso raggiunge Camaldoli, nel comune di Poppi, dopo essere stata ospite a Trento, a Fondo, a Comano e nell’abbazia di Valvisciolo. Alla sua quinta presentazione, essa è composta da 51 fotografie che illustrano alcuni grandi cammini storici, tra cui, oltre a quelli suddetti, la via Tolosana. Il curatore della mostra e autore della maggior parte delle foto è Franco Battistotti, oggi presente a Camaldoli insieme al Presidente dell’Associazione, Edo Pedron, per preparare le due sale della foresteria del Monastero. Dal 15 al 30 giugno saranno esposte agli occhi dei visitatori e dei viandanti immagini suggestive, che trasporteranno il visitatore nel cuore di esperienze umane indimenticabili. Chiedo a Giuseppe Martini, l’autore della foto riprodotta nella locandina della mostra, se vuole regalarci qualche riflessione o qualche visione legate ai suoi cammini e lui non esita: “una distesa di panni ad asciugare”, ci dice, “che si dispiega ai nostri occhi arrivati al rifugio, dopo una lunghissima giornata di cammino. Il pellegrinaggio è importante perché ciascuno ha una meta. Non rischi mai di sbagliare strada. E’ una metafora della vita. Penso ai paesaggi della verdeggiante Roncisvalle, mentre sali verso i Pirenei. Sembra la prima parte della nostra vita, quando tutto è bello e si nutrono mille speranze; poi arriva la parte centrale delle Mesetas, con le sue difficoltà, i suoi tratti aridi e desertici… fino agli ultimi 150 chilometri da percorrere, prima di arrivare a Santiago, con le sue meravigliose sorgenti, ovunque”. Nelle foto sono rappresentati paesaggi, persone, particolari. E si imparano tante cose. “Se vedi un pellegrino con uno zaino pesante, vuol dire che non ha ancora la capacità di liberarsi da tante certezze: sono poche le cose essenziali che servono ed è facile, lungo il percorso riuscire a trovarle. Quando arrivi ad un rifugio lavi i tuoi panni e l’indomani riparti con quelli. Il cammino riporta all’essenziale e si impara a dare importanza alle vere cose fondamentali della vita. Il cammino ti cambia la vita”. Della stessa opinione è Franco Battistotti, che con i suoi scatti ci porta in quei meravigliosi e sofferti attimi dei suoi percorsi: “Camminare mi ha insegnato a lasciarmi andare, a ritrovare il senso di umanità. Dopo i miei percorsi sono diventato ospitalero a Saint Nicolas, ho accolto persone di ogni tipo, anche con grandi problemi, economici o spirituali. Lì ho incontrato anche quella che sarebbe diventata la madre di mia figlia e che mi avrebbe portato per dieci anni della mia vita a viaggiare tra l’Italia e la Spagna…”.
Nella mostra oltre alle foto in grande formato, sono presenti mappe, guide, libri e un manichino rappresentante il costume del pellegrino e i vari oggetti che lo accompagnano.
Qualche chicca sul nostro Casentino e i suoi cammini: non tutti sanno che prima di Subbiano parte la via germanica che passava da Arezzo e Siena, prima di arrivare a Roma; che in Germania è famosissimo il cammino che va dalla Verna ad Assisi; che attraverso la via Ghibellina, si va da Dovadola, vicino a Forlì verso Camaldoli, dove si può essere accolti nella casa di Metaleto. E lo sapevate che venendo da Firenze, verso la Consuma, si può prendere una variante verso il Pratomagno e scendere poi passando da Quota o proseguire verso Croce ai Mori… Di sicuro la mostra sarà un ottimo incentivo a pensare a quanto sarebbe bello decidere di darsi tempo, staccare per un po’ dai ritmi del mondo e ritrovare quelli del sole e della notte, aperti agli incontri e alle infinite opportunità che solo questi sanno regalare…
L’entrata alla mostra è gratuita, gli orari sono i seguenti: tutti i giorni dalle 8,30 alle 12:30 e nel pomeriggio dalle 15:00 alle 19:00. I visitatori saranno accolti dai soci dell’associazione, che daranno informazioni sul cammino e sulle immagini esposte.