Dr. Peter Skoberne, specialista Consiglio d'Europa

Il Diploma delle aree protette, rilasciato dal Consiglio d’Europa nel 1985 alla Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, verrà rinnovato.
Questo il giudizio all’esito della visita effettuata dall’esperto del Consiglio il 22 e il 23 luglio scorsi. La Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, cuore delle Riserve naturali statali casentinesi è la prima riserva italiana in ordine di tempo istituita nel 1959.
L’Oscar delle Aree Protette, come ama definirlo con semplicità il Dottor Peter Skoberne inviato speciale del Consiglio d’Europa, deve essere rinnovato ogni dieci anni; il 2020 scadrà la validità dell’ultimo rinnovo e proprio per questa ragione è stato effettuato un sopralluogo per accertare lo stato di conservazione e gli effetti della gestione sulla Riserva. Il Reparto Carabinieri Biodiversità di Pratovecchio, si occupa non soltanto di preservare la Riserva, ottemperando alle raccomandazioni impartite dal Consiglio d’Europa, ma di monitorarne costantemente lo “stato di salute” attuando continui programmi di ricerca e monitoraggio ambientale in sinergia con il Parco Nazionale.
Il programma del meeting, che si è tenuto presso la sede del Reparto Biodiversità, è stato denso di attività: il primo giorno si è svolto l’incontro dell’esperto del Consiglio d’Europa con le autorità locali, i rappresentanti dell’Ente Parco Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, i rappresentanti delle Associazioni Ambientaliste e con un folto gruppo di ricercatori, specializzati in diversi ambiti scientifici e di ricerca, testimoni di quanto si è fatto e si sta facendo per implementare le conoscenze sulla Riserva naturale integrale e, nel contempo, testimoni di quanto ancora ci sia da scoprire sulle dinamiche evolutive e i processi naturali di un ecosistema sempre più vicino alla “naturalità”.
Non esiste più un ecosistema “vergine” in Italia così come in Europa, ma Sasso Fratino, come recenti e passati studi stanno dimostrando, ci si avvicina moltissimo. Le due escursioni previste il primo ed il secondo giorno hanno in qualche modo confermato l’elevata ricchezza che questo lembo di foresta appenninica ha mostrato fino ad ora, quasi fosse un’anteprima di ciò che potrebbe essere se si applicasse lo stesso rispetto ed approccio gestionale anche ad altre foreste. All’interno della Riserva Integrale gli alberi rispettano il loro ciclo biologico plurisecolare, gli insetti riescono a compiere la loro metamorfosi indisturbati e senza timore che elementi esterni alterino il loro habitat vanificando anni di lavorio silenzioso nelle cavità del legno, alcune specie di uccelli sono tornate a nidificare nelle maestose foreste in cui oggi trovano nutrimento e tranquillità per poter espandere le loro popolazioni. Tutto questo è tangibile ed è possibile “sentirlo” attraversando la Riserva in ogni sua parte ma soprattutto lungo il gradiente altitudinale in cui al succedersi della copertura forestale corrisponde un paesaggio sonoro differente che è testimone leggero dell’enorme complessità che la caratterizza. Con l’auspicio che tutto ciò possa ancora continuare, e migliorare, il Dott. Skoberne ha salutato e ringraziato i ricercatori ma anche i Carabinieri Forestali che con costante e quotidiano lavoro sono i veri custodi di questo tesoro che è realmente un bene prezioso e raro di tutta e per tutta l’umanità.
Per informazioni ci si può rivolgere al Reparto Carabinieri Biodiversità di Pratovecchio (043602.001@carabinieri.it – 0575 583763)
Ten.Col. Paola Ciampelli
Reparto Carabinieri Biodiversità Pratovecchio

Comunicato stampa
Reparto Carabinieri Biodiversità Pratovecchio
Pratovecchio Stia 25 luglio 2019