Domani l’inaugurazione della nuova Biblioteca Moderna di Camaldoli, qualche anticipazione

Ci sono momenti nella storia, anche quella locale, capaci di offrire un motivo di riflessione profondo e opportunità di elevazione della propria interiorità come del mondo intero. Quando questi accadono a pochi chilometri dalla tua casa, ti rendi conto quanto sia importante soffermarsi, respirare e comprendere.

Uno di questi è certamente l’apertura ufficiale della nuova Biblioteca Moderna del Monastero di Camaldoli, un luogo simbolo della nostra attualità, una sorta di navicella spaziale che insieme contiene il passato e la sua radice, e dall’altra ci invita ad andare ad abitare il futuro per coltivarlo. Il momento scelto per aprire le porte di questo luogo simbolo non è casuale.

Questa è la luce che ci aiuterà ad uscire dalla caverna.

Da una storia più che millenaria, con la sua architettura religiosa fatta di sasso, accoglienza, silenzio, preghiera e chiostri, si entra in un luogo dalla modernità accecante, fatto con amore – quello per il sapere che sa farsi carne- e grande attenzione per i particolari, quelli che, quando entri, ti conquistano occhi e anima. Corridoi con intere collezioni finemente collocate sugli scaffali quasi fossero culle, poi la sala di consultazione, dove il legno vivo si abbraccia al bianco abbacinante degli arredi.

“Lo studio ha bisogno di Bellezza”, dice Padre Ubaldo e ha ragione.

Perché qui ci immaginiamo giovani che condividono l’amore per il libro, lo studio ed il sapere universale, che fanno un pezzo di strada insieme e magari producono qualcosa che porterà quel sapere a fare un passo più in là. Lo sporgersi verso l’altro, in questo caso l’esterno, è il messaggio che questo luogo nuovo – che nasce nel ventre di un antichissimo Monastero, culla del cristianesimo e anche della nostra democrazia – vuole dare al mondo. La cosa che aggiunge forza a tutto questo è che la biblioteca  sarà a disposizione di tutti.

Padre Ubaldo commenta: “La Biblioteca Moderna di Camaldoli non nasce primariamente come luogo di conservazione dei testi più antichi ma come luogo del futuro nel quale elaborare il pensiero, dove incontrarsi, studiare, un luogo aperto a tutta la comunità civile custodendo al suo interno anche la parte dell’archivio della memoria: 2000 pergamene, 1700 registri che riguardano la vita della foresta, 600 manoscritti provenienti da Venezia che narrano di una storia più complessa ovvero quella di un Camaldoli e di un Casentino aperto, all’epoca, a tutto il mondo conosciuto. Camaldoli non è solo questa foresta, ma proprietà che arrivavano fino all’Isola di Montecristo, una realtà che nella storia ha cooperato a migliorare la vita della comunità circostante”.

La Biblioteca Moderna di Camaldoli oggi, prima dell’apertura ufficiale, ha ricevuto in dono dalla Grande Via direttamente dal professor Franco Berrino e da Enrica Bortolazzi dei testi del 1703 che legano Oriente ed Occidente sulla via delle foreste, testi sui Giardini di Kyoto in Giappone, finemente decori e illustrati. Un dono per inaugurare un dono più grande che l’intera comunità camaldolese sta facendo al Casentino e all’intera umanità in uno dei momenti più oscuri della storia.

Nella nuova struttura si trovano veri tesori come documenti manoscritti di Fogazzaro, Benedetto Croce, Saba e Ada Negri o addirittura unicità assolute al mondo come il Corpus Christianorum.

Sarà questa “Arca del sapere” – come è stata definita da Padre Ubaldo – che ci porterà nel futuro, salvando ciò che abbiamo di più prezioso in termini di produzione letteraria e scientifica e portando le nuove generazioni a farne qualcosa di più, ovvero un passaggio illuminato dove produrre un senso nuovo, con valori antichi, per riempire quell’Altrove per molti ancora troppo minaccioso.