“È arrivato l’arrotino”: il gioco da tavola inventato dai ragazzi della scuola media di Soci

Quando la scuola è capace di trovare modi di insegnare alternativi, coinvolgenti, ed efficaci sulla strada della conoscenza, partendo dal fare e dalla cooperazione, io credo che quella vada chiamata scuola ideale, scuola bella, scuola buona, la scuola che ci piace”, con queste parole di entusiasmo il Sindaco Filippo Vagnoli annuncia gli importanti risultati raggiunti in un concorso regionale dalla scuola Media di Soci grazie ad una dirigenza molto attiva e a docenti appassionati. Si tratta del riconoscimento ottenuto dalla Regione per un concorso indetto in occasione della Festa della Toscana per il gioco “E’ arrivato l’arrotino”.

I ragazzi di tutte le prime sono stati coinvolti dall’attivissimo Professore Olivier Moroni, in un lavoro corale sulla storia, l’arte, la tecnica, la lingua e la manualità, per la realizzazione di un gioco da tavolo per il quale gli studenti hanno dovuto approfondire aspetti di storia, filologia e letteratura molto avanzati.

Quello che è stato riportato nel gioco è la vita quotidiana del paese di Soci nel 1700.  Nella Toscana del tempo l’economia sembrava sprofondare in una fase di stagnazione e prodotti delle manifatture toscane in particolare del tessile e nella produzione agricola, cedevano sempre più il passo di fronte all’agguerrita concorrenza straniera. La situazione trova rimedio in una serie di riforme, audaci ed innovative, non nuove nel Graducato di Toscana: l’abolizione di privative a favore della libera concorrenza nella produzione e nel commercio , l’abolizione di dazi e dogane interne al granducato, la rivalutazione dei centri minori e della campagna, interventi di riassetto territoriale, viario, urbanistico ,tutele maggiori per i coloni del podere a mezzadria con contratto di Allivellamento, tutele maggiori per i mestieri senza corporazione e la nascita della prima camera di commercio e molto altro. Nascevano nuovi mestieri , dal ”LAMPIONAIO ” allo “STAGNAIO” , alcuni improvvisati dal bisogno come il pescatore di “gamberi di fiume” o dalla condizione di miserabile ”BARROCIAIO” , altri di specializzazione ad un più antico mestiere “CARRADORE” che parevano lungimiranti, alcuni dei quali, se pur umili come la “SIGARAIA” hanno rappresentato una delle prime esperienze di emancipazione femminile e promotrici di forme di mutuo soccorso a favore delle colleghe.

Il progetto della scuola di Soci ha così realizzato un gioco da tavolo rappresentativo dello spaccato sociale ed economico dell’epoca, riscoprendolo attraverso le tracce ancora presenti nel territorio.

Un lavoro impegnativo che ha coinvolto varie discipline e tre classi intere che hanno collaborato imparando, giocando, storia, letteratura, etnologia, tecnologia e arte.

Quello che si vede è un gioco da tavolo divertente e molto educativo, che la scuola prevede in futuro di poter replicare. Quello che non si vede ma c’è è l’impegno di tanti ragazzi e ragazze che hanno detto di essersi divertiti studiando, di aver imparato cose facendo e di amare la storia.

Un miracolo? No, solo un grande impegno di tutti che rende orgoglioso un intero paese, ma anche la comunità di Bibbiena.

Il gioco si trova online sul sito della scuola e può essere studiato e magari realizzato da chiunque voglia misurarsi con la storia e le innovative leggi leopoldine e non solo.

Il Dirigente il Prof. Renato Ciofi Iannitelli: “Un approccio alla storia, all’arte e alla tecnologia attraverso il fare. Si tratta di compiti autentici, compiti di realtà e non solo di apprendere delle nozioni non è un percorso facile, ma grazie a Olivier Moroni e ad altri docenti di questa scuola ci siamo riusciti”.

L’Assessora Francesca Nassini commenta: “Avere una scuola che investe sugli studenti in modo attivo, che li fa appassionare al percorso di studi in modo divertente è qualcosa di straordinario. Nella giornata mondiale del gioco non potevamo avere un’occasione migliore per festeggiare l’aspetto ludico come momento indispensabile di crescita”.