Dal giorno del sequestro del “viadotto Puleto” escono comunicati, proclami, via vai di Ministri, Onorevoli, Presidenti, Assessori e Consiglieri Regionali di partiti o movimenti che da anni, o mesi, e di qualunque espressione politica, si eleggono a paladini delle infrastrutture e si fanno carico della tempestiva risoluzione dei problemi.
Tutti conosciamo lo stato in cui versa la E45, in particolar modo il tratto appenninico, dove il famoso “Verghereto” per i suoi cantieri perpetui, è rinomato in tutto il territorio nazionale tra gruppi e pagine facebook, inchieste del Gabibbo e delle Iene, dai servizi dei tg nazionali ai approfondimenti vari e pagine di giornale non può finire nel dimenticatoio come non passano inosservati i perenni lavori di manutenzione su questa strada che collega l’appennino centrale da Orte a Ravenna ed è un importante snodo per i collegamenti sia italiani che europei.
Del resto molte altre strade italiane versano in uno stato preoccupante, purtroppo ce lo dimostrano i recenti fatti accaduti, anche autostrade, dove il controllo e la manutenzione è demandato a soggetti privati che ricavano dal pedaggio profitto e poco investono in sicurezza e manutenzione. Pensiamo quindi alla E45: per anni ha visto infiniti lavori nonostante i continui tagli perpetuati dai vari ministri che si sono succeduti e, appalto dopo appalto e subappalti su sub appalti, a rimetterci la qualità dei lavori.
La mancanza di manutenzione della ex strada statale tiberina 3bis, lasciata al più totale abbandono, dove la natura si è ripresa i suoi spazi, una frana mai riparata è un fatto grave, non dà nessuna alternativa in caso di problemi tra Toscana e Romagna.
Politiche e investimenti scellerati di tutti i governi a tutti i livelli, un’intera valle lasciata a se stesa con strade regionali e statali dissestate, i comuni, i cittadini e i territori lasciati soli ad affrontare le emergenze; comuni che subiscono per i lavori in corso o, addirittura, come quando nevica ritrovarsi le strade cittadine invase da mezzi pesanti e autovetture, in questo caso il danno si ripercuote anche all’indotto lavorativo, ai lavoratori pendolari e ai studenti che dalla Val di Savio si dirigono tutte le mattini nelle scuole Valtiberine.
Siamo arrivati al punto di non ritorno, Rifondazione lo denuncia da anni: il Governo, la Regione Toscana, l’ANAS diano via a una vera messa in sicurezza della E45 e non solo; senza pensare che c’è il progetto scellerato di volerla trasformare in autostrada!
La prima esigenza è invertire la rotta: basta con le grandi opere, basta con infrastrutture che hanno un impatto ambientale importante a sacrificio delle comunità locali. Non possiamo più aspettare, gli investimenti pubblici devono essere destinati alla messa in sicurezza, al completamento delle strade di collegamento e alla manutenzione.
Nonostante il “cambiamento paventato” e le grandi promesse fatte durante le campagne elettorali, dai vari centrosinistra e dei vari centrodestra, nulla è cambiato: la E78 e il tracciato per collegarla alla Guinza lo snodo dell’Olmo, Bocca Trabaria chiusa e lo stato delle nostre strade provinciali dove c’erano divieti per veicoli pesanti e/o con rimorchio, ora invece tutto è possibile. Per non parlare poi la tratta del collegamento ferroviario FCU.
Rifondazione Comunista non smetterà mai di ripetersi: la vera sicurezza è quella della manutenzione e il completamento delle opere essenziali già in essere nei territori, basta con le grandi opere, basta buttare miliardi su nuovi progetti e appalti che non vedono mai fine, troppe disgrazie! Invitiamo il Ministro Toninelli a destinare risorse per le nuove grandi opere alla messa in sicurezza della E45 e l’Assessore Ceccarelli a trovare risorse e soluzioni per scongiurare “l’isolamento” della Valtiberina non limitandosi alla consueta “passerella” per il viadotto.

Comunicato congiunto dei Circoli PRC della Valtiberina
19 gennaio 2019