Eleonora Ducci nominata responsabile regionale ANCI contro la violenza di genere

Eleonora Ducci, Sindaca di Talla

Il Sindaco di Talla e Vicepresidente della Provincia di Arezzo Eleonora Ducci è stata nominata Responsabile Regionale del Progetto Speciale “Politiche e coordinamento degli sportelli anti-violenza di genere ”. La nomina porta la firma di Matteo Biffoni Presidente di Anci Toscana, la declinazione regionale dell’Associazione dei Comuni Italiani. È una nomina – come viene specificato nelle motivazioni del provvedimento – che fa seguito alla riunione del Comitato Direttivo ANCI del primo agosto scorso, nella quale è stata fral’altro deliberata l’istituzione del Progetto suddetto da parte di ANCI. Partner principale dei Comuni in questa iniziativa sarà la Regione Toscana, che in bilancio ha quasi raddoppiato i fondi per servizi e politiche contro la violenza sulle donne portando le disponibilità a circa 400.000 euro. Eleonora Ducci si occuperà quindi anche della concertazione relativa alle risorse messe in campo per sostenere le attività dei centri antiviolenza sul territorio, ad oggi 24 soggetti in Toscana distribuiti in tutte e dieci le province. Il ruolo del Sindaco di Talla sarà quello di rappresentare le istanze dei Comuni Toscani in un comitato che potrà anche proporre eventuali modifiche alla legge sulla violenza di genere che la Toscana, che risale al 2007. “Le attività di questo gruppo di lavoro – precisa la Ducci – inizieranno già a settembre, anche perché con la riforma delle province in atto dovrà essere probabilmente ridiscussa anche la governance, che ad oggi non è omogenea sul territorio regionale”. Proprio in Provincia la Ducci ha lavorato e lavora su questo drammatico problema, che anche in Toscana evidenzia dati sconcertanti: “Siamo di fronte a una realtà sommersa complessa e sottovalutata. Bisogna lavorare sull’educazione e sulla prevenzione, a tutti i livelli, nella scuola, nelle famiglie, nella società”. In Toscana 12 donne uccise nel 2014 e 2500 casi usciti allo scoperto, con violenze che si consumano per lo più all’interno nelle mura domestiche o nella cerchia dei “cari”. Numeri che parlano di una donna uccisa al mese nel 2014, mentre dal 2006 al 2014 la media era di una ogni 46 giorni.

Unione dei Comuni Montani del Casentino – Ufficio Stampa