Ex SACCI: un bomba all’amianto a scoppio ritardato

di Luca Tafi (Sel Casentino)

L’ex Sacci del Corsalone è tornata agli onori delle cronache. Anzi, sarebbe più giusto dire: al disonore delle cronache. Non per progetti di recupero, ma, purtroppo, per interventi della magistratura e delle autorità addette alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Il rischio amianto incombe sui casentinesi!

Noi non vogliamo fare dell’allarmismo. Ma l’intervento della magistratura non può non preoccupare. Prima di tutto per la tutela della salute.
Che la ex Sacci fosse una fucina di amianto non era necessario che lo dicessero grandi esperti! Chiunque in Casentino ha amici e conoscenti che hanno lavorato in quella fabbrica conosce anche i morti di tumore causati dall’amianto. E tutti sapevano che il passare del tempo senza interventi aggravava la situazione.
Quello che sorprende è l’inattività e il silenzio delle pubbliche amministrazioni in questi anni e la mancanza o la inconcludenza di iniziative volte al recupero e alla bonifica di tutta quella zona.
I sindaci sono tuttora l’autorità sanitaria responsabile della salute pubblica. Possibile che in questi anni non si sia mai sentita la loro voce e non sia stato possibile trovare una soluzione che mettesse in sicurezza il sito ed avviasse un suo recupero funzionale, anche in accordo con la proprietà se possibile!
I due comuni direttamente interessati, Chiusi della Verna e Bibbiena (come noto la ex fabbrica sul confine tra i due ) non sono mai riusciti a trovare un accordo per un intervento condiviso. Ci sembra grave soprattutto l’inattività e la trascuratezza del comune di Bibbiena, comune su cui ricadeva la residenza legale dell’azienda.
Se invece di venderci come rigenerazione urbana un nuovo supermercato in mezzo alla già congestionata Bibbiena Stazione si fossero occupati di “rigenerare” la ex SACCI oggi non correremmo questi rischi!
Così oggi deve intervenire la magistratura, quando il degrado del sito ha raggiunto alti livelli di pericolosità per la vallata.
Anche questo è il fallimento della politica! La politica dal fiato corto che cura interessi in un’ottica elettorale immediata e non ha progetti a lungo termine e, soprattutto, non ha consapevolezza dei rischi che le sue disattenzioni provocano sulla cittadinanza.
Non vorremmo che l’intervento dell’autorità giudiziaria fosse un ulteriore alibi alle inadempienze politico-amministrative.
Ci auguriamo che l’amministrazione comunale non aspetti la nascita di un nuovo comitato almeno per convocare con urgenza un consiglio comunale nel quale presentare le iniziative prese e che intende prendere per evitare rischi sanitari alla popolazione. I cittadini hanno diritto di sapere. Non bastano i comunicati stampa. Ci sono dei luoghi che si chiamano istituzioni pubbliche che hanno il dovere di informare…
Anche se l’intervento recente dell’Ass. Lorenzoni (che praticamente dice che è tutta colpa della Regione che non progetta la variante stradale del Corsalone), non ci fa certo ben sperare sulla presa di coscienza della gravità della situazione da parte del Comune di Bibbiena tanto meno sulle responsabilità di un comune e del suo sindaco sulla tutela ambientale e sanitaria.
Luca Tafi, SEL Casentino