Facciamo chiarezza: Tellini a favore o contro il “decreto salva-banche”?

 di Maria Maddalena Bernacchi e Silvia Bianchi
Mai avremmo pensato che il piccolo Comune di Chiusi della Verna, conosciuto ai più per la sua vocazione turistica e per essere sovrastato dal sacro Monte sul quale San Francesco ricevette le stigmate, sarebbe stato nell’arco di pochi mesi al centro di intricate vicende di politica ed economia rilevanti a livello nazionale e non solo. Così alla luce delle moltissime notizie che riguardano il comune casentinese, inerenti la questione “Banca Etruria” decidiamo di interpellare, di nuovo, il primo cittadino, Giampaolo Tellini, per chiarirci le idee. Il sindaco, preso alla sprovvista dalla nostra telefonata, ci risponde tuttavia con gentilezza. Prima di tutto gli domandiamo perché non ha firmato la lettera del sindaco di Arezzo Ghinelli sulla Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio; difatti Ghinelli, nella missiva indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi chiede di prendere degli impegni precisi nei confronti dei risparmiatori coinvolti nel cosiddetto “decreto salva-banche”, avanzando quattro richieste specifiche ovvero valutare lo stato di insolvenza della banca, favorire la vendita dell’istituto ad un altro con alto profilo, mantenere il livello d’occupazione attuale oltre che il legame tra la nuova banca ed il territorio. Tellini risponde: “Su questo argomento il nostro comune è già piuttosto avanti nelle procedure di risarcimento, essendo stato il primo ad agire o meglio a reagire al “decreto salva-banche” quindi ci pareva superfluo firmare.” Incalziamo quindi il sindaco chiedendogli come mai allora, vista la sua posizione sul provvedimento del governo sia stato presente all’assemblea organizzata da Federconsumatori qualche settimana fa, facendosi riprendere a fianco degli onorevoli Donati e Mattesini, che in quell’occasione furono fortemente contestati. Il sindaco a tal proposito controbatte: “Essermi seduto accanto a loro non significava appoggiare la posizione del governo sull’argomento. Se io mi fossi trovato in Parlamento, difatti, non aver votato il decreto; prima che essere un sindaco del Pd, sono il sindaco della mia gente e a loro devo rispondere. Ieri infatti ero ad Arezzo perché in Tribunale si decideva in merito all’insolvenza di questo istituto bancario”. Diamo atto al sindaco di essere stato il primo a schierarsi in favore dei truffati di Banca Etruria e come si dice la storia c