Fermento in Casentino: l’allarme del Comitato Casentino libero dai nuovi OGM

Cosa sono i nuovi OGM e perché c’è preoccupazione nel mondo dell’agricoltura


Casentino (AR) – C’è fermento nel mondo dell’agricoltura e inquietudine da parte dei consumatori attenti ad uno stile di vita sano e consapevole, in Casentino e non solo, per un possibile ingresso in Europa di una nuova tecnologia di ingegneria genetica. Non voglio certo annoiarvi con divulgazioni e termini scientifici che non mi appartengono, ma mi sono appassionata a questa problematica a seguito di un invito ad assistere  ad una conferenza tenutasi a Poppi, sugli  OGM di ultima generazione. Relatrice la dottoressa Daniela Conti,  biologa esperta in genetica molecolare, che si muove in tutta Italia e non solo, impegnata nella divulgazione dei temi centrali dell’attuale biologia, in particolare della biodiversità e delle biotecnologie moderne, con lo sforzo di trattare questi argomenti, (ai più ostici e sconosciuti), con un linguaggio che permetta a chiunque di superare il senso di impotenza, spesso suscitato da questi temi, e di partecipare consapevolmente, alle scelte importanti che le nuove tecnologie impongono alla nostra vita. Ho voluto così conoscere le persone che hanno a cuore questa problematica, ovvero proprio coloro che di bio vivono, che hanno fatto di questo il loro scopo, obiettivo, stile di vita e molti dei quali ritroviamo il secondo e il quarto sabato di ogni mese a Ponte a Poppi, al mercatino del biologico e che hanno costituito il  “COMITATO CASENTINO LIBERO DAI NUOVI OGM”, le cui attività sono collegate alla “COALIZIONE ITALIA LIBERA DA OGM”.

Per rendere più snello l’argomento ho posto delle domande, nella speranza di riuscire a meglio comprendere e spiegare l’argomento.

Perché è nato questo comitato?

Facendo un passo indietro nella storia delle biotecnologie applicate alla coltura e all’allevamento, sappiamo che, dalla fine degli anni ’90, è possibile produrre e vendere, in Europa, prodotti OGM (Organismi Geneticamente Modificati) solo garantendone la tracciabilità, l’etichettatura, la valutazione del rischio secondo i principi di precauzione, per la tutela del consumatore. Fino a poco tempo fa nessuno stato Europeo ha autorizzato queste produzioni. Con le nuove normative pronte per essere approvate dal Parlamento Europeo  le cose potrebbero cambiare. Infatti la Commissione Europea ha proposto di modificare i principi normativi vigenti, atti, ad oggi, ad evitare l’invasione di coltivazioni OGM, cancellando gran parte di quegli obblighi che ne rendevano impraticabile la produzione, compresa la possibilità per gli stati membri di vietarli sul territorio. Questa proposta è mirata a liberalizzare tutta una serie di nuovi OGM ottenuti con biotecnologie, sviluppate soprattutto negli ultimi 10 anni, le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), rinominate in Italia Tecniche di  Evoluzione Assistita (TEA).  Gli effetti di queste nuove tecniche sulla salute sono molto dubbi per il semplice fatto che le NGT non sono mai state sperimentate in Europa, proprio perché l’obbligo di precauzione, cioè la verifica degli effetti sull’organismo umano a lungo e breve termine, a carico delle aziende distributrici dei semi, ha allontanato tutte le grandi multinazionali del seme dal fare sperimentazioni in Europa.

Quali sono gli effetti o meglio i rischi per l’agricoltura con la liberalizzazione dei nuovi OGM (NGT-TEA)?

Uno dei fini dichiarati è che con gli NGT si produrranno piante più adatte a sopportare la siccità e il cambiamento climatico. In verità, delle novanta sperimentazioni svolte in Europa, solo sei riguardano tratti resistenti alla siccità; la maggioranza della ricerca continua a lavorare su semi/piante che resistano agli erbicidi o su frutti che marciscano più tardi. In realtà anche le sperimentazioni sui vecchi OGM,  riguardo soprattutto alla resistenza agli erbicidi, non hanno dimostrato risoluzioni ai problemi. Le colture geneticamente modificate hanno portato a un aumento dell’uso di pesticidi e erbicidi, semplicemente perché le piante hanno sviluppato la capacità di difendersi e non si sono invece dimostrate più tolleranti alla siccità delle colture non OGM.  Esiste inoltre un altro problema legato ai brevetti sui semi: tutti questi nuovi NGT  o TEA sono brevettati dalle case produttrici di semi,  le quali brevettano tratti di DNA  che poi vanno a impiantare nei semi. Per gli agricoltori ci sono due problemi importanti:  il primo è legato al fatto che tutti i semi locali dei territori, quindi tutta la biodiversità presente, verrebbe soppiantata letteralmente da questi nuovi brevetti.  Il secondo problema è che l’agricoltore che non acquista e non utilizza questa tipologia di semi, potrebbe vedere il suo raccolto contaminato (semi trasportati dal vento o dall’impollinazione degli insetti) e venire pure accusato di furto;  non esisterebbero più i semi in purezza e tutti i vecchi semi di cui l’Italia è ricca, tutte le biodiversità, tutti i semi locali, verrebbero letteralmente annullati da questi nuovi OGM.

Quali sono invece gli effetti per i consumatori e sulla nostra salute?

Per aumentare e per potenziare le capacità produttive di una pianta, vengono modificati alcuni geni e silenziati altri, ma ancora ad oggi gli effetti che avvengono nell’organismo umano non sono conosciuti, o perlomeno non vengono divulgati. Si conosce il procedimento utilizzato per queste modifiche sul DNA del seme e delle piante, ma non sappiamo che cosa avviene in seguito utilizzando questo seme come alimento, nel lungo termine. L’ANSES, l’agenzia francese per la salute e la sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro, unica e accreditata agenzia di controllo in Europa, ha dimostrato che sono emersi cambiamenti inattesi nella composizione della pianta sottoposta  a queste biotecnologie, che potrebbero dar luogo a problemi nutrizionali, di allergenicità e di tossicità, o rischi ambientali a lungo termine.

Per approfondire questi temi la dottoressa Daniela Conti sarà presente allo SLOW FLOWER ITALY a Pratovecchio Stia al Palagio Fiorentino sabato 27 Aprile, alle ore 11:00; nella stessa giornata nel pomeriggio alle ore 17:00, sarà presente ad Arezzo in piazza San Jacopo.

Il COMITATO CASENTINO LIBERO DAI NUOVI OGM, vi invita a partecipare per avere un’informazione corretta e consapevole, pensando non solo alla nostra salute, ma anche e soprattutto a quelle delle generazioni future che di fatto si troveranno a non potere scegliere in maniera consapevole di cosa cibarsi.

Qui di seguito il link degli eventi per partecipare alla settimana di mobilitazione nazionale: https://.cambiareilcampo.noblogs.org/.calendario-eventi/

Vorrei ringraziare le persone che compongono il COMITATO CASENTINO LIBERO DAI NUOVI OGM e che ho conosciuto personalmente; pazientemente mi hanno aiutato a comprende questa nuova tecnologia per poterla trasmettere e far si che il coinvolgimento di chi legge  possa aiutare a portare avanti questa battaglia. Cito solo alcuni di loro, con i quali sono stata a più stretto contatto.

Rita Malpighi, Az. Agr. Pian dei Reggi

-Andrea Gesele, docente universitaria

-Mariella Maglioni, pensionata

-Calogero Di Lorenzo e Patrizia Esposito, Az. Agr. Montarioso

-Marzio Carletti, Az. Agr. Le Rocche

-Eleonora Zucchi, Geologa

-Patrizia Cavallo, Naturopata

-Sergio Consorti, Agricoltore e rappresentante del mercato contadino

-Davide Volpe,  Az. Agr. Sostenibile

 

 

                      

 

Marina Cipriani
Marina Cipriani
Nasco a Misano Adriatico il 29/05/1954. Poi per motivi di lavoro di mio babbo ci trasferiamo a San Piero in Bagno e poi a San Giovanni in Persiceto. (Bologna). Frequento liceo classico a Bologna. Mi iscrivo a Giurisprudenza che però abbandono. Dal 1984 vivo in Casentino coniugata con un casentinese. Lavoro per 30 alla Tacconi Sport. Poi il magico incontro con Marina Martinelli che mi sprona a riprendere in mano la penna, abbandonata in gioventù. Ho (anzi con Claudio, mio marito, abbiamo) 6 gatti. Mi piace leggere, scrivere. Amo il giardinaggio e la cucina.

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