Giuseppe Ducci, da Poppi alla conquista del titolo europeo di Endurance in U.K.

Giuseppe Ducci insieme a Priscilla dei Mori

Di Erica Italiani e Christian Bigiarini

Il prossimo 17 e 18 agosto, a Euston Park (GBR), si terrà il Campionato d’Europa Senior di Endurance, una gara a cavallo di ben 160 km. La squadra chiamata a rappresentare l’Italia a questo importante appuntamento sarà anche un po’ casentinese. Infatti, tra i sei convocati dai selezionatori della Nazionale italiana, c’è anche il poppese (di San Martino a Monte per la precisione) Giuseppe Ducci. Il cavaliere casentinese parteciperà alla gara insieme a Priscilla dei Mori un bellissimo Purosangue Arabo.
Abbiamo incontrato Giuseppe Ducci e con lui abbiamo parlato di questo appuntamento e dei suoi successi.
Giuseppe, da quanto tempo pratichi l’Endurance?
Ormai sono 10 anni che io e mia moglie Serena ci dedichiamo a questa attività sportiva. Anzi, l’allenatrice di Priscilla è proprio lei, mia moglie.
Le gare di Endurance sono gare di resistenza a cavallo. Quanti chilometri dovrai percorrere al Campionato Europeo?
Saranno 160 km di solito divisi in circuiti da 30 km. L’ultimo, quello che conclude la gara, normalmente è più corto. Di solito sono percorsi che si sviluppano su strade di campagna, ma percorribili, per questioni di sicurezza, anche dalle automobili.
E quanto può durare una gara del genere?
Ovviamente dipende dal percorso, ma normalmente per completare ogni anello da 30 km ci vuole dall’ora e mezzo alle due ore. Al termine di ogni giro è obbligatoria una sosta di 40 minuti per valutare lo stato di salute del cavallo. Se il cavallo sta bene si riparte. Vince chi completa tutto il percorso nel minor tempo.
È uno sport faticoso per il cavallo, ma anche per il cavaliere, giusto?
Sì, è molto faticoso per entrambi. Considera poi che la velocità media con cui si percorrono queste distanze è molto aumentata negli ultimi anni. 7-8 anni fa si viaggiava ad una media di circa 12 km all’ora. Oggi si va tranquillamente a 18-20 km all’ora. Io sono fortunato perché il mio cavallo, Priscilla dei Mori, è molto forte e resistente. È un cavallo che è stato allevato da Francesco Brunelli di Stia, un grande appassionato ed esperto di cavalli. Quando gli ho telefonato per dirgli che con Priscilla dei Mori avrei partecipato al Campionato Europeo si è perfino commosso.
Come sei stato selezionato per questa gara?
Ho fatto le selezioni a ottobre dello scorso anno, a Travagliato (BS). Si trattava di una gara uguale a quella del Campionato, da 160 km, sono arrivato secondo. E poi un’altra a Montalcino nel giugno di quest’anno: una 120 km nella quale mi sono classificato 5°. Successivamente ho partecipato a due stage con la Nazionale. Siamo partiti in 15 e tra questi, gli chef d’equipe Mara Marangoni e Fausto Fiorucci hanno scelto i sei che avrebbero partecipato al Campionato Europeo: 5 faranno la gara e uno la riserva.
Quando è prevista la partenza per l’Inghilterra?
Partiremo lunedì mattina (12 agosto ’19, ndr). I cavalli verranno caricati in un apposito van della Nazionale e io andrò in macchina al seguito. Il viaggio sarà lungo e faremo due tappe: una a Torino e una in Francia. Arriveremo a Euston Park mercoledì 14. Il tempo di riposarci un po’, di espletare tutte le visite mediche di rito e poi gareggeremo il 17 agosto.
Immaginiamo che dietro ad una gara del genere ci sia molto lavoro e un’adeguata preparazione. Voi come vi siete allenati?
Certo, per arrivare a fare una gara di 160 km ci sono molti step. Prima si affrontano gare di 30 km, poi di 60 km, 90, 120 e solo alla fine i 160. Insomma, è un percorso lungo che solo grazie alla collaborazione all’interno del team è più facile da affrontare. E poi è fondamentale avere un buon cavallo, forte e resistente. Gli Arabi Purosangue, come la mia Priscilla dei Mori, sono i più predisposti a questo tipo di gare. Pensa che normalmente, nelle 160 km, partono circa 20 cavalli e solo 7-8 arrivano al traguardo. Gli altri vengono esclusi perché durante le tappe obbligatorie ogni 30 km il veterinario li visita e ne valuta lo stato di salute.
Giuseppe Ducci, in sella a Marrazzu, è anche Campione italiano di Endurance 60 km. Gara Anica riservata agli Arabi Purosangue italiani che si è svolta tra la provincia di Terni e quella di Perugia. Mentre casentinese è anche lo sponsor che accompagnerà Giuseppe in Inghilterra: si tratta di Caffè d’Italia del compaesano Rolando Piantini.

L’Endurance è uno degli sport equestri più diffusi al mondo e fonda le sue radici nelle marce di resistenza organizzate all’inizio del secolo scorso in Europa in cui gli ufficiali di cavalleria delle varie nazioni mettevano alla prova i loro migliori esemplari. Invece, le prime prove di Endurance moderno sono state disputate negli Stati Uniti a partire dal 1954. Caratteristica di questo sport è l’attenzione verso il cavallo. Ogni 30 – 35 km, infatti, l’animale viene sottoposto ad un’accurata visita veterinaria in cui vengono controllati: battito cardiaco, disidratazione, colore delle mucose, movimenti intestinali, respiro, lesioni e andatura, ovvero i parametri metabolici e meccanici che permettono di valutare se le condizioni del cavallo sono idonee per il prosieguo della competizione. Qualora uno o più di questi fosse fuori norma, il cavallo verrebbe “eliminato” dalla gara. (fonte: Wikipedia)