I Tesori del Casentino: un trittico di Bicci di Lorenzo nella chiesa di Sant’Angelo a Cetica


Il 29 di giugno si celebrano i due santi patroni di Roma, Pietro e Paolo che secondo la tradizione agiografica, subirono il martirio nello stesso giorno, tra il 64 e il 67 d.C.,  durante le persecuzioni di Nerone. Secondo la tradizione, la sera del 28 giugno il papa benedice i palli; il mattino seguente, al cancello centrale della basilica Vaticana viene appesa la nassa del pescatore“, a ricordare l’umile mestiere di Pietro mentre contemporaneamente nella Basilica Lateranense si assiste all’ostensione dei reliquiari contenenti le teste dei due santi. Pietro di Betsaida (nome originario Simone) è il personaggio più citato nel Nuovo Testamento dopo Gesù, il quale lo chiamò a seguirlo insieme al fratello Andrea, dicendo: «Vi farò pescatori di uomini» poi Cristo scelse Pietro come iniziatore della Chiesa: «Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa roccia io edificherò la mia chiesa e le porte dell’inferno non la potranno vincere. Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra, sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli». (Mt. 16, 18-19). Secondo Tertulliano, Pietro morì crocifisso sul colle Vaticano con la testa all’ingiù, per suo espresso desiderio, non sentendosi degno di essere crocifisso come Gesù e sul suo sepolcro fu poi costruita la Basilica costantiniana a lui dedicata. Di Paolo, il cui nome era Saulo, nativo di Tarso in Cilicia, sappiamo che, da accanito persecutore della Chiesa, dopo l’incontro col Risorto sulla via di Damasco diventò un infaticabile testimone del Vangelo. La tradizione attesta comunque il suo martirio avvenuto per decapitazione Ad Aquas Salvias, presso la via Ostiense, non molto lontano dalla grande basilica costruita sul luogo della prima traslazione delle sue spoglie. L’iconografia presenta Pietro con l’attributo delle chiavi e Paolo con la spada, strumento con il quale venne decapitato. A Cetica (Comune di Castel San Niccolò) nella chiesa di Sant’Angelo è custodito un trittico raffigurante al centro La Madonna con Bambino, e ai piedi del trono della Vergine la figura del committente in preghiera; sullo scomparto di sinistra i santi Giovanni Battista e Evangelista e a destra i santi Pietro e Paolo facilmente identificabili per la presenza degli attributi delle chiavi e della spada. Restaurata da Ida Bigoni, la tavola che originariamente si trovava nella chiesa di Santa Maria a Cetica, è attribuita a Bicci di Lorenzo (Fi. 1368 – 1452) pittore che rimane fedele alle ultime tendenze dello stile tardogotico e non interessato alle novità della Rinascita. Legato inizialmente alla bottega del padre Lorenzo di Bicci, in seguito si mostrerà suggestionato da quel movimento gotico-cosmopolitano che a Firenze si lega a Lorenzo Monaco, Lorenzo Ghiberti e allo stesso tempo si mostrerà sensibile alla maniera chiaroscurale di Arcangelo di Cola da Camerino attivo in città dal 1420 al 1422, del quale sembra apprezzare in modo particolare quell’atmosfera sognante della pittura cortese. Il suo stile risulta ritardatario ma gradito dalla committenza soprattutto nel contado. Il fondo dorato del trittico di Cetica mostra chiaramente un’ascendenza ancora di gusto trecentesco nonostante l’opera sia databile al 1430 ca.  L’ondeggiare lieve dei panneggi e i volumi dei corpi dei due santi rimandano alla maniera di Lorenzo Monaco, artista che affascinò il nostro pittore. Nella predella le scene del martirio sono condotte con minuzia di particolari e inserite in un contesto scenografico che rimanda alla realtà dei luoghi in cui i santi vennero uccisi: Paolo trova la morte per decapitazione alla presenza di un soldato e del boia che sta rimettendo la spada nel fodero, la testa intrisa di sangue giace a terra accanto ad una roccia, mentre dal collo fuoriesce un getto di sangue di vivace color rosso; la scena di Pietro crocifisso a testa in giù da due personaggi intenti a battere con martelli i chiodi nelle mani del santo, è corredata ai lati da due architetture dalla forma piramidale, sepolture monumentali  che rimandano alla Meta Romuli detta anche Piramide Vaticana.

 


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Alberta Piroci Branciaroli
Alberta Piroci Branciaroli
Laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Firenze e specializzata in Arte Medievale e Moderna (corso post-laurea) presso lo stesso ateneo, docente di Lettere negli Istituti Secondari di primo grado, ha collaborato con la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Arezzo per la catalogazione dei beni mobili del territorio provinciale. Vive e lavora in Casentino, collabora con il Centro Creativo Casentino e con il Parco Letterario Emma Perodi e foreste casentinesi. Collabora con la rivista online Park Time dei Parchi Letterari. Numerose sono le pubblicazioni: La Verna. Guida al sacro monte. (Collana curata dal Prof. Brilli. Le guide del viaggiatore raffinato) Ed.Edimond, Città di Castello, 2000 Arte e Architettura religiosa del Seicento. La decorazione barocca della chiesa dell’Eremo di Camaldoli, in “Il Seicento in Casentino”, catalogo mostra, Castello di Poppi, Ed. Polistampa, 2001 Temi iconografici legati alla devozione, loro diffusione nelle pitture del territorio casentinese, in “Il Seicento in Casentino” Catalogo Mostra, Castello di Poppi, Ed. Polistampa, 2001 Da Mercurio a San Michele: un percorso iconologico, in Intersezioni, Rivista Ed. Il Mulino, vol. XXII, 2002 Il polittico della Misericordia, in Piero della Francesca. Il Museo civico di Sansepolcro. Silvana editoriale,2002 Camaldoli, il monastero, l’eremo, la foresta. “Guide del viaggiatore raffinato. Edimond, Città di castello,2003 La città immaginata. Aretium, Ed. Edimond, Città di Castello, 2005 Le collezioni artistiche, in Tesori in prestito. Il Museo della Verna e le sue raccolte, Ed. Industria Grafica Valdarnese, San Giovanni Valdarno, 2010 Curatrice della mostra e del catalogo “Nel segno di Leonardo” La tavola Doria dagli Uffizi al Castello di Poppi. Ed. Polistampa, 2018 Approfondimenti didattici nella pubblicazione di Paola Benadusi “Fiabe magiche per grandi e bambini, Tau Ed. 2019 La valle dei racconti. In Casentino con Emma Perodi, Paolo Ciampi e Alberta Piroci, Aska ed. 2019 Alberta Piroci Branciaroli, San Francesco messaggero di pace, Ed. Helicon 2020 Curatrice della mostra NEL SEGNO DI DANTE. IL CASENTINO NELLA COMMEDIA, Ed. Polistampa 2021 Commenti storico-geografici nella pubblicazione di Paola Benadusi, Sette Fiabe gotiche, Tau Ed. 2021 Con Emma e Dante in Casentino, pubblicazione tramite sito online Bonconte ultimo atto, alla confluenza dell’Archiano con l’Arno, Ed. Mazzafirra, 2021 Curatrice della mostra e del catalogo: Nel segno della vita: Donne e Madonne al tempo dell’attesa. Ed. Polistampa, 2022

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