Il 72° anniversario della strage di San Polo

Luca Grisolini

Il 14 luglio 2016 ricorre il 72° Anniversario della strage di San Polo, ultimo gesto di disprezzo rivolto dalle truppe nazifasciste contro la città di Arezzo.
In quell’assolato venerdì del 1944, mentre la XXIII^ Brigata Pio Borri si apprestavano assieme agli Alleati nell’organizzare la liberazione del capoluogo, reparti tedeschi del 274° Reggimento Granatieri si abbattono su Pietramala, Molin dei Falchi e San Polo, frazioni in quei giorni ricolme di sfollati e partigiani. L’orda barbarica, guidata dal Colonnello Wolf Ewart, si distinse per la crudeltà con cui gli occupanti vollero lasciare la propria sprezzante impronta sul territorio aretino: le vittime della follia omicida furono infatti 61, tra cui 8 donne, 1 bambina e 15 partigiani. La crudeltà maggiore di questa operazione (nata da volontà di terra bruciata, sentimenti di odio di vendetta e disprezzo per l’Italia e la vita umana) si verificò a San Polo, nel giardino di Villa Gigliosi, ove 48 innocenti, già sfiniti da pesanti torture, vennero gettati ancora vivi in tre fosse e fatti saltare in aria con la dinamite. In quella stessa giornata, lo stesso reparto si scagliò anche nel piccolo casato di San Severo, fucilando 16 uomini.

Alle ore 18 del 14 luglio il Comitato Provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia parteciperà alla ricorrenza della strage, presenziando alla deposizione delle corone ai monumenti di San Polo e Villa Gigliosi e al rito religioso presso la Chiesa di San Polo. Un gesto necessario che si unisce alla volontà della nostra associazione di mantener viva la memoria di quel sangue innocente quale monito per le nuove generazioni nel non ripetere le atrocità del passato.
La violenza non è purtroppo una prerogativa di tempi remoti: il pensiero corre in questi giorni a Fermo e alla vicenda di Emmanuel, ucciso dalla futilità del razzismo. E ancora a Srebrenica, dove in queste ore si piangono le 8372 del genocidio del 1995. Episodi diversi per epoca e matrice, ma che ci impegnano, oggi come ieri, nella difesa di quei principi e libertà che animarono la Resistenza, ricordando ai cittadini la propria storia recente e trasmettendo l’importanza di quei valori che fanno capo all’antifascismo, alla tollerenza, al rispetto dei diritti e alla pace.

Comunicato stampa Anpi