Ci sono delle partenze che lasciano segni. Segni dentro di noi, segni fuori di noi, forse meglio dire tracce…

L’ho pensato subito dopo aver appreso della morte di Fosca Rossi, una donna che ha segnato in modo profondo la politica della nostra valle e non solo del suo comune, Castel Focognano.

L’ho conosciuta quando ancora ero una ragazza e da subito ho ammirato in lei la forza interiore, l’equilibrio e la determinazione.

Per chi non è abituato alle quote rosa, a queste presenze spesso assenti – solo un ossimoro mi aiuta a spiegare meglio- Fosca rimane un’icona che non ha eguali in questo territorio e non solo.

Il suo impegno per le persone più deboli, per le donne, ha dato un esempio a chi è arrivato dopo. Un esempio spesso dimenticato, ma sono persuasa che niente è andato perduto.

È stata una delle poche donne che, vent’anni fa, tenevano testa agli uomini dentro il suo partito e fuori dallo stesso. Questo perché non lasciava niente al caso, non delegava della serie “tanto ci pensano loro”, no! Approfondiva, studiava, voleva sapere, voleva capire.

Ricordo in modo netto quando Fosca arrivava nelle riunioni politiche importanti, in mezzo a sindaci, assessori, presidenti: tutto si fermava, quasi si cristallizzava, passava lei, lei c’era.

Poche donne riescono, anche oggi, a avere in modo naturale questa attenzione da parte del mondo maschile, questo spazio non solo materiale, ma anche morale, politico in senso alto.

La ricordo sempre con quell’abbigliamento semplice, elegante, ma senza ostentazione, scarpe comode e un fascino irresistibile, sempre piena di fogli, gli occhiali a portata di mano, poche cianfrusaglie e quella sua risata aperta.

Una donna di sinistra, in assoluto, capace di esserlo, capace di comunicarlo. Cosa rarissima oggi in epoca di incertezze, di rarefazioni, di pericolose idee liquide.

Se n’è andata portando con sé le speranze di un mondo diverso, in un momento particolare in cui i venti di odio ci stanno dividendo e dove le cianfrusaglie ricominciano ad avere un posto nella nostra vita da donne.

Fosca si porta via qualcosa di più che un’idea, si porta via ciò che speravamo di diventare, il mondo del futuro, il nostro sorriso di donne convinte che il nostro spazio fosse un diritto da conquistare ogni giorno. Si porta via l’immagine eroica di una donna che ha il dovere dell’impegno e che certo deve delegare, ma non certo il suo spazio nel mondo.

Oggi in questa Europa che si e’ risvegliata più impaurita che mai cosa avrebbe detto Fosca? Io me la immagino come l’ho vista tante volte con i suoi fogli, gli occhiali appoggiati a metà naso, un sorriso e la frase: “Ora dobbiamo darci da fare!”.

Ciao Fosca, porterò nel mio cuore il tuo sogno…

Rossana Farini