Infortunio sul lavoro, piccola guida per partita iva

In Toscana è in aumento, nel 2018, la percentuale di incidenti mortali sul lavoro, che salgono ad 86 contro i 77 dell’anno precedente. Si tratta dei risultati pubblicati dall’Inail nel suo rapporto annuale 2019, e presentato a Firenze a Palazzo Strozzi, in dicembre. Un rapporto che ha lo scopo di consentire, alle autorità di controllo, di individuare le situazioni più critiche sulle quali intervenire in maniera più efficace. Contestualmente è stato illustrato anche il Piano operativo 2020 per la Sicurezza del Lavoro, facente parte del Protocollo Sicurezza concordato tra Regione, Prefettura, Inail, Ispettorato del Lavoro, Vigili del Fuoco e Sindacati. I settori più toccati sono quelli dell’agricoltura, logistica, edilizia e manufatturiero, dove comunque il prevalere dei contratti di tipo provvisorio non sta aiutando la situazione della protezione dagli infortuni, con contratti di tutela e coperture differenti, come succede ad esempio per i liberi professionisti.

Infortunio sul lavoro, come organizzarsi in caso di ricovero?

Qualsiasi incidente che subentri durante le ore di lavoro, anche se si è in mobilità per conto della ditta, va considerato un incidente sul lavoro e va denunciato all’Inail. Bisogna sapere subito cosa fare. La legge infatti impone al lavoratore che sia stato vittima di un incidente di avvertire immediatamente il datore di lavoro. Poi l’infortunato deve farsi visitare presso una struttura medica competente, e fornire i risultati all’azienda in maniera completa, compreso l’eventuale periodo di prognosi e di ricovero.

In caso di ricovero prolungato oltre le 24 ore è sempre bene dotarsi di tutti i documenti personali, compreso il tesserino sanitario, e il certificato di esenzione del ticket. Poi bisogna farsi portare l’indispensabile per la degenza e l’igiene personale e valutare come cautelarsi. Infatti, soprattutto per i liberi professionisti con partita Iva, è sempre più prudente stipulare una polizza infortuni integrativa. Un sostegno fondamentale, oltre all’assistenza dell’Inail, che garantisca anche un apporto economico, come ad esempio la diaria da ricovero fornita da Helvetia, una compagnia svizzera di assicurazioni. In questo modo ci si potrà tutelare adeguatamente, e far fronte a tutte le spese, dalla baby sitter all’assistenza in casa di persone anziane.

Cosa si può fare in ospedale (e cosa è vietato)

Può capitare infatti che l’incidente richieda qualche giorno di degenza, che costringerebbe ad un periodo di riposo forzato, oltre che di mancanza di introito, soprattutto per chi ha un’attività privata. In caso di degenza prolungata, meglio prepararsi a rispettare una serie di regole importanti. Bisogna rispettare gli orari del reparto e non intralciare il personale sanitario, si può chiamare con il cellulare solo quando è consentito, e ovviamente non si può fumare in corsia. E infine è obbligatorio avere la massima cura dei servizi, e dei luoghi comuni, nel rispetto degli altri pazienti e del personale.