La 3D di Poppi, una classe speciale

La sezione D, nel nostro Istituto, è la sezione “ballerina”, quella che compare una volta ogni tanto, quando gli alunni sono parecchi… E in quella sezione, sono spesso “ballerini” anche gli insegnanti… È la classe degli “spezzoni orari”, quella che ne cambia di più, di docenti. E la 3D è stata un porto di mare. E come i porti, ha affrontato alte e basse maree, arrivi e partenze. A rimanere, inamovibile come un menhir, e altrettanto maneggevole, il coordinatore, quella pazza di matematica con le scarpe spaiate (per scelta) e i capelli spettinati. Incidentalmente, la sottoscritta. La classe speciale che sono è tanto merito loro, che sono anime belle, e un po’ colpa mia, che, da collezionista (di streghe, per la cronaca), ho il culto dei pezzi unici. E sono cresciuti così, orgogliosi e consapevoli della loro unicità, e rispettosi e protettivi di quella altrui. Sono orgogliosa di loro, non ho problemi a dirlo.

Purtroppo, stiamo per perdere un pezzo, uno dei ragazzi a fine mese si trasferirà in Germania. Quando l’ho saputo, ho deciso che non se ne sarebbe andato insalutato… ho mobilitato le “mi’ donne” , le quattro mamme rappresentanti di classe che in questi anni mi hanno supportato e sopportato in ogni modo, e tramite loro tutti i genitori. Hanno aderito tutti, con sollecitudine. Ogni ragazzo ha fatto una clip di saluto. Un prof speciale della classe (dovrei dire ex, ma “ex” è per le storie finite, e Lenny Graziani se li porta nel cuore, ricambiato da tutti) ne ha fatto un video, salvato su una chiavetta spiritosa, uno dei gadget strambi coi quali faccio sapere loro il mio affetto, perché la Cenni non è brava con le smancerie. Abbiamo organizzato una cena a sorpresa, coi compagni e i professori. È stato bello, commovente, rumoroso. Abbiamo riso, scherzato, guardato il video. Non avevo volutamente aperto le clip… volevo essere sorpresa, come loro sanno sempre fare. E non sono rimasta delusa. Hanno messo se stessi, senza filtri.

Come “vanno” a scuola, questi ragazzi? In pulmino, a piedi, in auto, dovrei rispondere. Ognuno di loro ha i suoi punti di forza e le sue fragilità, i suoi pregi e i difetti. E se devo parlare della mia materia, con la matematica ho dato loro un martello… qualcuno, come Michelangelo, lo sta già usando per fare capolavori, altri, come ottimi artigiani, costruiscono porte e finestre per il loro futuro… altri ancora, lo useranno forse per piantare un chiodo per un quadro. Il mio scopo? Che nessuno ci si schiacci le dita, maledicendo il martello e chi glielo ha dato. Sarà durissimo, a giugno, vederli spiccare il volo… anche perchè ho una pessima mira. Vi voglio bene, sciagurati, lo sapete anche se non ve lo dico mai.

Federica Cenni
Federica Cenni
Nata nell'anno bisestile 1976, vive all'ombra del Castello di Romena e lavora all'ombra di quello di Poppi. Zoologa, dopo il Dottorato di Ricerca in Etologia, abbandona senza rimpianti l'Università per specializzarsi nell'insegnamento della Matematica. Dal 2016 insegna Matematica e Scienze all'Istituto Comprensivo di Poppi. E' ritenuta una persona stravagante, ma, come dice Thoreau, l'"extra-vaganza" dipende solo dall'ampiezza dei confini che decidiamo di superare.

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