La ciclopista dell’Arno devastata… dall’Arno!

La ciclovia nei pressi della rotonda di Casamicciola a Bibbiena

Premettiamo che il tratto di ciclopista di cui parliamo, quello che va da Ponte a Poppi a Bibbiena, è attualmente chiuso e non fruibile. Noi abbiamo contravvenuto al divieto di accesso in nome del diritto di cronaca al quale ci appelliamo. Premettiamo anche che siamo estimatori della ciclovia e, volentieri, ne abbiamo spesso parlato positivamente. Anzi, ci vogliamo spingere oltre dicendo anche che abbiamo apprezzato gli sforzi della Regione Toscana, dell’Unione dei Comuni e degli amministratori locali che si sono adoperati per la realizzazione dell’infrastruttura che, se sapremo gestirla, porterà benefici al Casentino e ai casentinesi. Infine, ultima premessa, dobbiamo ammettere che le piogge di questo periodo sono state eccezionali e hanno messo a dura prova le infrastrutture di tutta Italia, non solo del Casentino. Premesso tutto questo, però… c’è un però. C’è sempre un però. Perché lo stato attuale del tratto di ciclovia che va da Ponte a Poppi a Bibbiena è notevolmente compromesso e dovrebbe far riflettere bene i nostri amministratori. Considerando infatti che il 2020 è alle porte ed è l’anno in cui l’infrastruttura, da programma, dovrebbe essere completata, ci permettiamo di suggerire una revisione dei lavori nel tratto subito dopo Memmenano. In quel punto la ciclovia è vicinissima all’Arno ed è quasi al livello del letto del fiume. Lì, con ogni probabilità, considerando i cambiamenti climatici che stanno interessando il nostro paese e le piogge sempre più abbondanti, se non vengono presi provvedimenti importanti, avremo sempre problemi e ad ogni evento di una qualche eccezionalità, saremo costretti a spendere altri soldi per la risistemazione della ciclovia. Dall’Unione dei Comuni, interpellati in merito, ci fanno sapere che stanno valutando eventuali interventi straordinari. Una volta passata l’emergenza e fatti i necessari sopralluoghi decideranno come intervenire. Forse, ci permettiamo di suggerire, sarebbe opportuno prevedere una spesa maggiore, ora, per sistemare quel tratto ed evitare di ritrovarsi ogni anno con la ciclopista allagata e devastata. In più, analogo problema, anche se con danni molto inferiori, lo segnaliamo anche per il tratto che va da Castel San Niccolò a Pratovecchio. Anche lì, infatti, si sono verificati allagamenti. Le foto che pubblichiamo parlano chiaro. Se davvero la ciclovia dell’Arno vuole diventare un volano per il turismo ecosostenibile, non possiamo permetterci di chiuderla ogni volta che si verificano eventi atmosferici eccezionali. Crediamo, e lo diciamo senza intenti polemici, che i nostri amministratori debbano prendere provvedimenti ora, prima che l’opera sia definitivamente conclusa e non dover rimetterci mano dopo. Il 2020 è vicino.