La CONSUMA ai tempi del Coronavirus (by il Marioni)

Non posso più fare un Girone. Al massimo mi sono concessi 200 metri, poco più che dalla cucina al salotto. O dal Bagno a Ripoli.
Per tenermi in forma mi cimento nelle flessioni in camera mia: ieri Compiobbi quattro serie da Sieci. Ma non sono molto capace, e ho grandi dolori all’Anchetta.
Conte ha deciso di bloccarci per tutti i ponti:
Niente ponte del 25 Aprile, niente ponte del primo Maggio, niente Pontassieve.
Con la chiusura dei parrucchieri, paio uno sciamannato. Devo rifarmi il Pelago.
Ormai, per prendere una multa, non importa arrivare all’autovelox di Diacceto, basta non indossare la mascherina per svuotare in un attimo tutti i Borselli.
Ma almeno, evitando di viaggiare, la macchina non Consuma.
È un periodaccio: in Toscana sono crollati anche dei Ponticelli.
Meno male che eravamo reclusi, altrimenti ci sarebbe scappato l’Omomorto.
Eppure c’è chi continua a ripetere “andrà tutto bene”.
Ma Vaiano!
Se continuate a portar sventura, vi tiro una Scarpaccia nel muso. Ma prima o poi ce la faremo.
Non vedo l’ora di poter uscire di nuovo, di andare in vetta a un Montemignaio o sdraiarmi su un Pratovecchio.
Ora, però, bisogna che Stia.
A casa.
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Alberto Marioni
Sono cresciuto a Stia prima di trasferirmi a Firenze, dove ho studiato all’università e oggi lavoro. Ho una laurea in Economia, ma non tratto mai il PIL e lo spread: mi trovo più a mio agio a scrivere sul mio amato Casentino, in cui ho lasciato il cuore. Mi piace il calcio, dalla Champions League ai campi fangosi di periferia, il nuoto in piscina, in mare e nell’Arno, e anche il teatro. Ho scritto qualche monologo e alcuni testi, per lo più comici. Preferisco una risata che fa riflettere a discorsi articolati privi di sostanza: "chi non ride mai non è una persona seria." (Foto di Federico Ghelli)