La cura del corpo e dello spirito: riprendono i corsi AFA a Bibbiena

L’Amministrazione di Bibbiena che con il progetto “LiberEtà”, ha portato al centro le persone anziane, ha attivato anche per l’anno in corso, il progetto riferito all’Attività Fisica Adattata (AFA). Dal prossimo 18 settembre a maggio, a Bibbiena, Bibbiena Stazione, Partina e Soci in collaborazione con Asl Toscana sud-est e Auser, si ripropongono questi importanti corsi che curano il corpo, ma anche lo spirito.
Con l’avanzare dell’età, si va incontro a una serie di problematiche fisiche e psichiche che vanno a toccare un po’ tutti gli organi del nostro corpo. Si tratta di un progressivo logoramento, ci dicono gli esperti, del tutto naturale e inevitabile che, tuttavia, può essere rallentato. L’esercizio fisico, se eseguito con costanza e in modo razionale, fa sì che non solo questa degenerazione venga limitata, ma addirittura in alcuni casi regredisca.
Per AFA si intendono programmi di esercizio non sanitari svolti in gruppo appositamente predisposti per cittadini con malattie croniche finalizzati alla modificazione dello stile di vita per la prevenzione secondaria e terziaria della disabilità. E’ infatti dimostrato che in molte malattie croniche, il circolo vizioso disabilità-sedentarietà-ulteriore disabilità, possa essere spezzato proprio con programmi di attività fisica regolare.
Un investimento dunque che l’amministrazione fa proprio sul futuro, poiché il benessere delle persone che hanno più di 65 anni, è il benessere di una società intera. Pensiamo soltanto alla funzione insostituibile dei nonni per le famiglie moderne o alle spese che una società deve sostenere per gli anziani con gravi disabilità.

Per capire l’importanza di attività di questo tipo basta porre attenzione ai dati sullo stato di salute della zona Casentino (redatto dalla Asl Toscana sud-est). Lo stato di salute si allinea ai valori medi regionali per bassa natalità (7,7 nati ogni 1.000 abitanti) ed elevato numero di anziani: 25,7% della popolazione ha più di 64 anni (9.242 ab.) e il 5% più di 84 anni (1.798 ab.). I tassi di mortalità generale pongono la zona del Casentino tra quelle a mortalità più bassa, tuttavia si notano differenze di genere. I maschi sono quelli con la speranza di vita alla nascita (81.3anni) più elevata a livello provinciale e di Area Vasta (80.5anni) e ben un anno di vita in più rispetto alla media regionale (80. 3anni). Al contrario le femmine hanno un valore di speranza di vita alla nascita che, seppure elevata (84,5anni), è inferiore alla media regionale (85.1anni). ed è la più bassa tra le zone della provincia aretina (85,5anni).

“I numeri di Bibbiena, grazie anche al coinvolgimento dell’Auser, sono significativi del successo che ha questa attività, ma soprattutto del lavoro fatto dall’amministrazione, in particolare dall’ufficio del sociale e da Auser – commenta l’Assessore Matteo Caporali. Da settembre a maggio dello scorso anno le lezioni complessive sono state 261 e circa 150 le persone coinvolte”.