Lunedì mattina, a Stia, un trattore precipita giù da un ponte volando nel vuoto per una decina di metri (leggi l’articolo). A prima vista si pensa ovviamente a un tragico epilogo, ma il conducente viene ricoverato a Careggi con un trauma cranico e una costola rotta.

L’impatto del mezzo è stato attutito, e ha salvato a tutti gli effetti la vita dell’operatore, da un telaio aggiuntivo in metallo costruito sulla cabina autoportante (già in dotazione) del mezzo da lavoro.
Un progetto per la sicurezza sviluppato circa 18 anni fa dalla “OMMT” di Tapinassi & C. di Ponte Poppi, in collaborazione con l’allora Comunità Montana con il fine di mettere a norma le macchine agricole e di renderle idonee all’utilizzo forestale.
Un brevetto che prevede la sicurezza sia dell’operatore che si trova a bordo del mezzo da lavoro, con protezioni e rinforzi che avvolgono la cabina, ma anche per le parti meccaniche che, se danneggiate, possono comprometterne irrimediabilmente il controllo da parte del pilota.
Quindi, in aggiunta, vengono montate protezioni anche sugli organi di sterzo e serbatoi, labbro di rinforzo per il cerchio e “paravalvola” per le gomme, scalette oscillanti (per salire in cabina) che se colpite si piegano impedendo che venga portato via l’intero blocco.
Vengono montate in modo da proteggere le varie parti in casi di urto, ma allo stesso tempo non devono in alcun modo impedire il normale iter delle manutenzioni sia ordinarie che straordinarie.
Questa linea di costruzione è stata pubblicata nella “direttiva macchine” che negli anni ha un po’ allentato i vincoli su spessori e reti di protezione, ma Stefano Tapinassi confessa che lui continua a montarle come da accordi presi in precedenza, perché ha potuto constatare che dopo una decina di anni di lavoro intensivo nel bosco, la macchina mantiene intatte queste istallazioni.
Come si suol dire “squadra che vince non si cambia”.
Questo è un progetto che si pone l’obiettivo di proteggere il mezzo da lavoro e l’operatore da una caduta di piante di grosse dimensioni ad esempio, come da impatti dovuti a scivolamenti su strade impervie. Lunedì mattina a Stia c’è stata una prova estrema dell’importanza e del corretto funzionamento di questa messa in sicurezza.
Molti sono gli operatori forestali che si affidano a Stefano e alla OMMT per proteggere i loro mezzi di lavoro, sia in Toscana che nelle Marche e anche in Emilia-Romagna. Con delle variazioni “sul tema” dovute ai tipi di mezzi e alle varie marche che esigono piccole modifiche di attacchi.
Fermo restando le linee guida principali sviluppate quasi 20 anni fa.
È importante che ci sia in Casentino la conoscenza e la consapevolezza dei rischi che corre chi lavora nei nostri boschi e che ne sia sviluppata la tutela con dedizione e innovazione.

Intanto, dal Comune di Pratovecchio Stia, ci fanno sapere che proprio stamani (8 marzo) è cominciata la bonifica del fiume e un’altra ditta di Ponte a Poppi (Maggi Mariano Servizi Ecologici srl) è stata incaricata di risucchiare le sostanze che, a causa dell’incidente, si erano riversate nell’acqua. Precedentemente era stata l’Arpat a mettere in sicurezza la zona interessata attraverso apposite barriere assorbenti.