L’appello di Sofia: “L’informatica e la scienza hanno bisogno del cervello delle donne”

Sofia Bianchi è stata una ex studentessa di questa scuola, uscita agli scorsi esami di maturità con 100 e lode, ma non è sempre stata la cosiddetta studentessa modello. Oggi è tornata a trovarci dalla facoltà di Informatica di Pisa, per lanciare un messaggio alle ragazze che ci piace molto, ovvero, che l’informatica e la scienza, per evolversi ancora di più, hanno bisogno del cervello delle donne. Un messaggio molto bello che vorremmo condividere con tutti”.

Con queste parole il Dirigente Egidio Tersillo ha commentato la visita della sua ex alunna Sofia, tornata alla sua scuola, per portare un saluto a tutti i suoi docenti e un appello a tutte le ragazze. 

Sofia, accolta da tutti con calore, ha commentato: “Se ci fossero più ragazze sarebbe una svolta anche per il mondo dell’informatica perchè le donne possono offrire opportunità diverse, hanno una mente che sa capire meglio le esigenze degli utenti utilizzatori, hanno capacità nuove e sono multitasking. Per questo mi piacerebbe che oggi le ragazze capissero che ci sono ambiti nuovi che hanno tanto bisogno di loro”. 

Sulla sua ex scuola Sofia racconta: “L’Itis è un posto del cuore. Sono stata accolta come fossi una persona importante. Essendo una scuola piccola, mi hanno portata a braccetto fino ad arrivare all’esame di stato. La cosa straordinaria è che i docenti si impegnano a scovare in te qualche tua specialità, per poi fartela elaborare e farti sbocciare e aprirti al mondo del lavoro e al mondo dello studio. Non sono stata sempre brava, alle medie ho avuto delle difficoltà, ma in questa scuola ho scoperto i miei talenti e ho avuto l’occasione di migliorarmi fino al 100 e lode”. 

Sulla preparazione ottenuta dalla scuola commenta: “Le conoscenze che ho acquisito all’Itis sono tante ma ciò che è fondamentale è il metodo di studio, la pelle che ci cresce qui serve. Questi primi mesi di università stanno andando benissimo e sono davvero felice del percorso fatto”. 

Il Dirigente Tersillo conclude: “Colmare il divario di genere nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche è fondamentale per il nostro sviluppo come paese. In Italia, da tempo, le donne sono oltre la metà dei laureati: il 58,7% del totale nel 2020. Eppure, se si prendono in considerazione le materie scientifiche, i numeri sono scoraggianti: su 100 donne laureate, solo 16 hanno un titolo in discipline STEM (dall’inglese Science, Technology, Engineering, Mathematics), contro 35 uomini (questo lo dicono le fonti Istat, 2021). Oggi nel nostro Paese chi si laurea in discipline scientifiche raggiunge un tasso di occupazione dell’89,3%, (lo dice sempre Istat, 2021). Per questo la testimonianza che ci porta Sofia è molto preziosa e va valorizzata”. 

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