Le origini e le caratteristiche delle carte da gioco siciliane

Le carte da gioco sono ancora una parte fondamentale del settore dell’intrattenimento in Italia, tanto che vengono utilizzate anche dai giovanissimi. Inoltre sono anche parte integrante del settore del gioco al tavolo verde, visto che le piattaforme di casinò online, oltre a sviluppare una vasta gamma di slot machine e giochi tipici delle sale da gioco classiche (è il caso dei software di Magaways ed altri grandi sviluppatori come Netent e Playtech) mettono a disposizione degli utenti tanti giochi di carte popolari in ogni loro variante. Le carte variano comunque da area ad area, rispecchiando le tendenze locali, la cultura, le tradizioni. Tra le varianti regionali italiane con una antica storia non possono mancare quelle siciliane.

Caratterizzate anche loro, come praticamente tutte le altre, da mazzi composti da 40 carte, i semi di quest’ultime sono spagnoli. Se dovessimo paragonarle alle altre carte italiane, diremmo che le loro dimensioni sono notevolmente più piccole e che la scala delle proporzioni, diversa da quella delle altre, è molto più vicina e simile a quella napoletana. Se pensiamo invece alle origini delle carte siciliane, ci risulta difficile trovare una risposta. Tuttavia, analizzate le peculiarità e le caratteristiche, è molto probabile che derivino dai Tarocchi siciliani, oggetto di discussione anche del filosofo Michael Dummett. Rispetto a questi ultimi, però, tutte le carte che hanno come valore numerico otto, nove e dieci sono state sostituite da figure medievali quali la donna, il cavallo ed il re.

Come già detto, ci sono 40 carte in ogni mazzo siciliano ed ognuno è diviso in quattro semi diversi. Le carte presentano il simbolismo di diverse classi: le spade rappresentano la nobiltà, le coppe rappresentano gli ecclesiastici, mentre i bastoni aggiungono un tocco di curiosità al loro simbolismo. Infatti, richiamano anche ad alcuni personaggi storici come Giuseppe Garibaldi, presente soprattutto nei mazzi di carte più antichi. I Denari, invece, rappresentano la classe borghese. Diverse persone di culture diverse hanno contribuito alla creazione delle carte da gioco italiane, in questo senso in particolar modo gli arabi giocavano ad un gioco che fu poi riportato in tutta la Spagna e in tutta l’Italia meridionale. Inoltre, diverse carte raffigurano immagini della storia della Spagna e della sua cultura, a testimonianza del fatto che ci siano state delle influenze straniere.

A tal proposito, molti simboli sulle carte siciliane hanno origini nella cultura araba, mentre altre hanno dei richiami alla Francia. Per quanto concerne i giochi maggiormente diffusi in Sicilia, uno dei più noti è il cucù, così come anche il sette e mezzo e il piatto. Il secondo gioco è famoso soprattutto tra le giovani generazioni. Il suo nome implica che il suo scopo è quello di segnare 7,5 punti, che si ottengono attraverso diverse combinazioni possibili con le carte che si hanno in mano. I personaggi, rappresentati da un cavallo, una donna e un re, valgono ciascuno mezzo punto. Inoltre, i partecipanti possono scegliere il valore delle carte oro che desiderano. Il mazziere distribuisce una carta a ciascun concorrente, che deve decidere se “chiamarne” un’altra o “stare”. L’obiettivo, appunto, è quello di avvicinarsi al risultato di “Sette e Mezzo”.

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