L’Italia delle slot: quanto si gioca nel nostro Paese oggi

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Tra le regioni più colpite dal fenomeno del gioco d’azzardo, la Toscana rientra senza dubbio tra le prime, sia per quanto riguarda il settore delle scommesse sportive, sia per quanto concerne il circuito delle sale slot. Attraverso la pubblicazione del database L’Italia delle Slot, edito dal Gruppo GEDI, è stato possibile realizzare una mappatura di quello che si è visto nel nostro Paese, in termini di gioco legale. Nello specifico questo dossier ha unito i dati degli ultimi anni, sia sotto il profilo delle sale slot, sia per quanto concerne i principali giochi di fortuna, regolarmente registrati tramite l’ente AAMS. La città di Arezzo e in generale la zona del casentino, ha prodotto interessanti cifre e numeri che vi andiamo a enunciare in questo articolo. Il dato complessivo, che fa riferimento al 2017, indica che nella città di Arezzo le giocate pro-capite, gestite dallo stato ammontavano a 1470 euro, con il risultato che il comune di Arezzo si è piazzato al numero 871 su 7954 comuni italiani, all’interno della classifica generale per le giocate complessive.

Nella classifica specifica, questo dato vuol dire occupare il 58esimo posto sui 130 comuni con più di 50 mila residenti e fino a 200mila abitanti, sempre per quanto riguarda la classifica pro-capite. Passando invece alla cifra complessiva, che individua le giocate complessive e i soldi vinti, il bilancio sempre per il 2017 ammonta a 146,62 milioni di euro, come spesa, mentre le vincite sono state di 113,37 milioni di euro. Come già visto in molti casi, il gioco maggiormente praticato è la slot di tecnologia AWP, che è la generazione precedente rispetto alle VLT di ultima produzione, mentre a seguire ci sono il bingo, le scommesse sportive e i video poker. Di questo volume di spesa, bisogna inoltre scorporare i 17,17 milioni di euro, che entrano nelle casse dello stato, mentre ai gestori, distributori e possessori di licenza per i giochi toccano 16 milioni di euro.

Confrontando e analizzando i dati del 2017 con quelli del biennio precedente, 2015-2016, è possibile stabilire come dal 2015 al 2017, vi siano state meno giocate, meno soldi incassati e meno vincite, per una percentuale pari al 7,8% in meno. Si gioca quindi meno, ma meglio, secondo i dati nazionali che indicano come il giocatore medio, si stia orientando sempre più verso il gioco digitale di gestori come ad esempio NetBet slots gestori che di fatto offrono pay-off più elevati e offerte per i clienti maggiormente vantaggiose rispetto alle slot di tipo fisico. A rendere le slot online maggiormente appetibili, ci pensa poi il fatto che la sicurezza online oggi sia nettamente migliorata, capace di evitare spiacevoli situazioni che sovente si registrano per le macchinette fisiche, che possono essere manomesse riducendo la possibilità e il volume di vincita, cosa che negli ultimi anni si è verificata spesso, specialmente nel centro Nord Italia, dove ci sono stati casi di denuncia da parte dell’ente AAMS, proprio per la non corretta gestione delle sale da gioco.

C’è poi da specificare come il gioco online oggi offra maggiori garanzie, non solo in termini di vincita, ma anche di riservatezze e di privacy, visto che dal 2020 nelle sale slot è necessario introdurre la propria tessera sanitaria per accedere al gioco. Nel gioco online naturalmente è necessario registrarsi e inserire i propri dati sensibili, che però vengono protetti da un sistema crittografico di ultima generazione, che è stato testato anche per il comparto dell’home banking e delle operazioni di trading online.