Lo sapevi che il Lago degli Idoli… (Rikipedia – Curiostoria del Casentino)

Foto di Carlo Gabrielli - Lago degli Idoli

Lo sapevi che…

…che il Lago degli Idoli non è mai stato un lago? Quando era un lago, infatti, si chiamava “Lago della Ciliegeta”: il nome attuale del sito è dovuto al sensazionale rinvenimento delle statuette etrusche nel 1838, rinvenimento per il quale, durante gli scavi, il lago fu prosciugato, per poi assumere nuove denominazioni legate alla scoperta e, tra varie ipotesi, come “Buca del Tesoro” e “Cava degli Idoli”, prevalse appunto quella a noi nota di “Lago degli Idoli”… anche se il lago più lago non era. Dopo la conclusione degli ultimi scavi, però, il bacino lacustre è stato ripristinato… e il Lago degli Idoli finalmente ora è un lago!

E sempre a proposito del sito con cui si concludeva il pezzo della settimana scorsa, lo sapevi che importanti musei europei come il British e il Louvre ospitano, tra le loro collezioni etrusche, vetrine coi bronzetti casentinesi del Lago degli Idoli? I reperti rinvenuti nel 1838 in Falterona, infatti, furono venduti, singolarmente o a lotti, e in gran parte sono andati dispersi, ad eccezione proprio dei nuclei presenti nei citati musei londinese e parigino. Fortunatamente i numerosi reperti recuperati nelle ultime campagne di scavo (2003-2007) hanno trovato stabile sistemazione locale nel Museo Archeologico del Casentino “Piero Albertoni” (AR.CA.) di Bibbiena (Via Berni, 21).

E lo sapevi, infine, che il mio romanzo “Falterona” (numero uno della collana AGC dedicata a CasentinoPiù) non è l’unica opera recentemente dedicata al Lago degli Idoli? Nel numero speciale “Gold” del giornale, infatti, trovava posto tra i racconti inediti pubblicati quello di Marco Buticchi intitolato proprio “Il Lago degli Idoli”. Anche il secondo romanzo di Gianfranco Bracci e Marco Parlanti, “I leoni d’Etruria”, parla anche del nostro Lago. Dalla letteratura al cinema, è ambientato al Lago degli Idoli anche il film “Neverlake” di Riccardo Paoletti, soggetto e sceneggiatura di Carlo Longo.

 

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Riccardo Bargiacchi
Riccardo Bargiacchi, nato in Casentino nel 1978, vive a Poppi con moglie e figlio; laureatosi con lode a Firenze in Archeologia Medievale, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, discutendo una tesi sui castelli dei conti Guidi in Casentino, ha iniziato la propria attività lavorativa con le pluriennali indagini archeologiche condotte nel sito del Lago degli Idoli (Stia, AR), come componente dell’équipe della cooperativa archeologica Co.IDRA di Firenze (2003-2007). Mantenendo un rapporto di collaborazione con la Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Firenze per progetti nazionali e internazionali, è socio dello spin-off accademico Laboratori Archeologici San Gallo. Attualmente per conto della cooperativa Oros, lavora presso il Museo Archeologico del Casentino di Bibbiena fin dalla sua inaugurazione ed ha collaborazioni in atto con l’Ecomuseo del Casentino ed altre realtà della valle per quanto riguarda attività storico-archeologiche e didattiche. Accanto a numerose pubblicazioni scientifiche legate alla sua attività professionale, anche in sedi prestigiose come la rivista ufficiale della materia “Archeologia Medievale” (I conti Guidi e l’incastellamento del Casentino: il caso di Poppi, A.M. n° XXXV-2008, Firenze, All’Insegna del Giglio, 2009, pp. 315-332), e comprese due monografie intitolate “Chiese e Santuari del Casentino” (2011) e “Castelli e Feudatari del Casentino” (2014), frutto del Progetto di conoscenza e valorizzazione del Fondo Goretti Miniati (a sua cura per conto della Biblioteca di Poppi e dell’Ecomuseo del Casentino), dal punto di vista letterario, oltre a sporadiche apparizioni su riviste o antologie di premi letterari, è autore di una raccolta di poesie (Tanatofilia. Poesie d’amore, Firenze, MEF - L’Autore Libri Firenze, 2010) e di un romanzo: Falterona, Stia, AGC Edizioni, 2016 (collana “CasentinoPiù” n° 01). È storico collaboratore della rivista CasentinoPiù: da luglio 2010 tiene la rubrica “Casentino medievale: storia e archeologia”.