Michele Norcini, l’allenatore più giovane dell’ASD Pratovecchio Stia

Di Francesco Ceccarelli – addetto stampa e segretario ASD Pratovecchio Stia

Continuiamo nella conoscenza dello staff del Pratovacchio Stia e lo facciamo scambiando due chiacchiere con Michele Norcini, l’allenatore più giovane del nostro staff che si occupa dei bimbi 2012-2013

Michele, presentati e dicci qualcosa di te.

Sono Michele Norcini, sono di Pratovecchio-Stia, ho 23 anni e nella mia vita al momento sto cercando di laurearmi in ingegneria meccanica. Parlando un po’ di sport, gioco nella squadra del Ciclone che ormai è diventata per me una vera e propria famiglia con Mister Federico Berti e per non farmi mancare nulla quest’anno ho intrapreso anche il percorso di calcetto a 5 (sempre Ciclone) sotto l’ala esperta di mister Fabrizio Ceccarelli. Diciamo che mi rendo attivo dal punto di vista sportivo all’interno del paese, compresa poi l’esperienza di quest’anno con i bimbi.

Vista anche la giovane età cosa ti ha spinto ad affrontare questa avventura di allenatore con i più piccoli?

Ti dico la verità, quando mi è stata proposta l’idea di aiutare ad allenare i bimbi, non ero molto convinto non avendo mai avuto niente a che fare con i più piccoli, ma già quando ho saputo che affiancavo mister Carlo Zanchini, verso il quale nutro una profonda stima, e dal quale sono stato allenato anche io, ho deciso di fare questa esperienza, per provare ad imparare qualcosa in più.

Come ti sei trovato nella struttura del Pratovecchio Stia e con questo gruppo di bambini?

È stata un’esperienza davvero formativa e bella. Già dopo il primo allenamento volevo bene a tutti.  Il mondo dei bambini è molto complicato e delicato, la pazienza è fondamentale e riuscire a trovare quell’elemento che riesca a suscitare un interesse comune nei bimbi giocando tutti insieme è una sfida appassionante che alla fine viene ripagata. D’altronde a questa età la cosa più importante, oltre ad un primo approccio al calcio, è divertirsi tutti insieme e non nego che ogni tanto forse quello che si divertiva di più ero proprio io quando in partitella era un “tutti contro il mister”. L’esperienza con questi bambini  ha arricchito ancora di più il mio bagaglio delle relazioni sociali iniziato qualche anno fa con un bando vinto all’università che mi ha fatto diventare tutor di sostegno per ragazzi affetti da DSA. Ringrazio il Pratovecchio-stia per l’opportunità.

Nel caso si dovesse ripartire come pensi di affrontare la cosa vista anche la giovane età dei tuoi allievi?

In un eventuale inizio delle attività, dopo tutto quello che è successo e tutt’ora sta succedendo, intendo ripartire con anche più voglia e idee di prima, anche perché dopo tutto questo periodo in casa appena i bimbi rivedono il campo sportivo chissà come faccio a tenerli fermi. È giusto così, viva il calcio e lo sport in generale, che secondo me è un elemento fondamentale per i bimbi (come per tutti) per tornare alla nostra normalità.